venerdì 7 aprile 2017

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La procura è convinta di aver individuato una cabina di regia che induceva la rete bancaria a vendere alla clientela, anche quella senza i requisti corretti, i titoli subordinati, diventati carta straccia con il bail in

AREZZO - Scoperta dagli inquirenti una cabina di regia all'interno di Banca Etruria per collocare presso la clientela i bond subordinati, obbligazioni diventate carta traccia con le nuove regole per il salvataggio delle banche (bail in). Grazie anche alle dichiarazioni contenute nelle oltre 400 denunce raccolte dalla Procura di Arezzo, i magistrati del pool che indagano sul dissesto del vecchio istituto di credito ritengono con "ragionevole certezza" di aver individuato una "cabina di regia" a livello manageriale, che ha prescritto il collocamento delle obbligazioni subordinate in modo 'granulare', andando ad individuare anche soggetti con un profilo di investitore a 'rischio basso' e non più solo a 'rischio medio-elevato' in linea con la tipologia di investimento finanziario.

Una convinzione che ha spinto i magistrati a ordinare nuove perquisizioni al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Arezzo e Firenze anche nella sede centrale di Banca Etruria: il fine è la ricerca e il sequestro della documentazione riguardante il collocamento sul mercato finanziario delle obbligazioni subordinate, emesse dalla Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio Società Cooperativa (ora in liquidazione coatta amministrativa).

L'attività investigativa, che ipotizza il reato di truffa aggravata in concorso, è indirizzata alla ricerca della documentazione e della corrispondenza dei vari responsabili di area della Banca Etruria, che hanno imposto - tramite circolari interne e altre condotte al vaglio degli inquirenti - la sottoscrizione di obbligazioni subordinate a una clientela retail, priva di un profilo finanziario adeguato all'investimento, proposto di norma ai clienti 'professionali', che possiedono le competenze necessarie per prendere consapevolmente le proprie decisioni e per valutare correttamente i rischi che assumono. In particolare, le indagini della Gdf, coordinate dal procuratore capo Roberto Rossi, hanno evidenziato che gli investimenti in obbligazioni subordinate - su proposta dei responsabili d'area e degli uffici territoriali della Banca Etruria - sono stati prospettati ai vari clienti come investimento sicuro ed analogo a quelli in obbligazioni ordinarie e titoli di Stato.

Talvolta, addirittura il cliente è stato spinto, spiegano gli investigatori,

ad effettuare il disinvestimento di operazioni a capitale garantito per favorire l'acquisto delle obbligazioni subordinate, che gli era stato proposto come "una promozione" della Banca Etruria rivolta ai propri clienti migliori, ma che doveva essere sottoscritta in tempi brevissimi.

4 commenti:

  1. Si sa da sempre che dentro le banche e le organizzazioni finanziarie, tutte, comprese quelle del mio paese, è pieno di delinquenti e loro sottoposti collaboratori e complici.

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  2. Quello che la magistratura sta scoprendo solo adesso era già noto a tutti gli italiani, truffati e non. Quando arriveranno ai veri colpevoli, troveranno solo gente senza un soldo(hanno avuto tutto il tempo di far sparire i capitali truffati) per cui non solo non restituiranno proprio niente, ma non faranno neanche un giorno di carcere.

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  3. purtroppo devo concordare con Enzo Salvati ,sono convinto che sarà la solita bolla di sapone, peccato mi sarebbe piaciuto che la questione andasse avanti

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  4. alla fine chi paga e che hanno già pagato sono solo chi ha investito tutti i suoi avere frutti di anni di sacrifici,ma chi ha fregato non paga niente e non vanno neanche in galera,se in Italia ci fosse una legge come negli USA che li mettono in galera,tante cose cambierebbero anche in Italia,ma poichè sono tutti coinvolti dai responsabili delle banche fino alle più alte sfere della gande finanza ed alcuni politici,non troveranno mai un responsabile,gli unici responsabli sono tuta quella povera gente che si erano fidati di quella banca e di quei amministratori,e quì è responsabile anche la magistratura non ha intervenuta al momento opportuno,hanno prima fatto scappare i buoi dalla stalla,e dopo hanno incominciato le perquesizione, e se quando seppur dovessero trovare un responsabile,gli daranno una condanna di pochi mesi di carcere che non farà mai,almeno chè dato la lunghezza ,lentezza burocratica dei processi,finisce tutto in prescrizione,e come dicono a Napoli:Chi ha avuto avuto e chi ha dato ha dato,fine del processo.

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