giovedì 26 maggio 2016

CANONE IN BOLLETTA? IL CONSIGLIO DI STATO SFANCULA RENZI! ECCO LE CONTESTAZIONI MOSSE ALL’ULTIMA FOLLIA DI STATO

 

Il Consiglio di Stato impone l’alt sul Canone Rai. Il tribunale amministrativo, che per legge deve dare un parere sul decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, avanza due critiche: in primo luogo manca una “definizione di apparecchio televisivo”; in secondo luogo non si precisa che il canone si versa una volta sola, anche in presenza di più televisori in casa, né se sia da pagari in presenza di smartphone o tablet in grado di intercettare il segnale tv. Una bocciatura che cade a metà aprile, a pochi mesi dalla prima bolletta elettrica che conterrà l’imposta, prevista a luglio.
Lo scrive la Repubblica, che fornisce i dettagli delle osservazioni del Consiglio di Stato.
In un suo atto, il Consiglio di Stato lamenta che il decreto – scritto dal ministero dello Sviluppo Economico – non offre una “definizione di apparecchio tv”. E neanche precisa che il canone si versa una volta sola, anche se abbiamo più televisori in casa. E’ dunque indispensabile chiarire che la famiglia deve versare la gabella un’unica volta, e soltanto se possiede un tv che riceve i programmi in modo diretto “oppure attraverso il decoder”. In questo modo, il decreto chiarirà una volta e per sempre che non si deve pagare niente quando si hanno uno “smartphone o un tablet” che pure riescono oggi a intercettare il segnale televisivo.
Il Consiglio di Stato osserva anche che la riscossione del nuovo canone pone un problema di privacy, vista l’elevata mole di dati che si scambieranno gli “enti coinvolti (Anagrafe tributaria, Autorità per l’energia elettrica, Acquirente unico, Ministero dell’interno, Comuni e società private)”. Eppure il decreto ministeriale non prevede neanche uno straccio di “disposizione regolamentare” che assicuri il rispetto delle normativa sulla riservatezza.

 Sempre il Consiglio di Stato stigmatizza la scarsa chiarezza del decreto ministeriale che pure tratta una materia molto sentita dagli italiani. Oscuro, ad esempio, è il passaggio che definisce le categorie di utenti tenute al pagamento dell’imposta per Viale Mazzini. E poi c’è il capitolo della dichiarazione che bisogna inviare all’Agenzia delle Entrate per attestare di non avere il televisore. Gli adempimenti in capo a chi non deve versare la gabella tv sono tali da imporre allo Stato una campagna d’informazione capillare, che il decreto però si guarda bene dal chiedere.
Infine il Consiglio di Stato punta l’indice sul fatto che il ministero dell’Economia non ha dato un formale via libera (attraverso il meccanismo del “concerto”) al decreto scritto dal ministero dello Sviluppo Economico. Il ministero dell’Economia si è limitato ad una presa d’atto dell’esistenza di questo atto. In assenza del “concerto”, però, si rischia di inficiare la “correttezza formale” dell’iter amministrativo.

4 commenti:

  1. anche la nettezza è roba nostra, dobbiamo essere noi ad essere pagati, la nettezza la paghiamo già!

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  2. Roberto Fico, insieme al direttorio, dovrebbe promuovere una mobilitazione per porre fine a questa gabella di Stato e di parte, visto che l'informazione della RAI è al servizio dei voleri di Renzi!

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  3. Delle manifestazioni di popolo che si avvicendano in Francia , contro la loi du Travail , mi risulta che il servizio pubblico RAI , non abbia speso neanche una parola . Questo blocco del pagamento in bolletta da parte del Consiglio di Stato è di qualche mese fa , il ministero dello Sviluppo Economico aveva fornito risposta ai quesiti posti . Che fa non sono stati esaudienti ?

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  4. Si va bene tutto, ma resta di fatto che il canone lo stanno prelevando ogni due/tre quattro mesi per volta, secondo come si svegliano al mattino, quando cavolo si decideranno ad abolire questo PIZZO sotto forma di tassa di possesso? solo l'aver cambiato denominazione non è legale, una volta si chiamava canone RAI e basta, DITTATORI.......

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