lunedì 5 giugno 2017

SCATENATO - Marco Travaglio ha spiazzato tutti. Ecco cos'ha scritto su Grillo e il Movimento 5 Stelle. Vedere per credere

Ecco cosa scriveva Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: 

Beccati. Finalmente li hanno presi con le mani nel sacco. Ecco cosa nascondono i 5Stelle, ecco perché Grillo e Casaleggio han fondato il MoVimento, ecco perché i grillini fanno politica: per fare soldi. La scoperta la dobbiamo ai segugi di Repubblica, che in due giorni han piazzato altrettanti scoop mica da ridere. I titoli parlano da sé: "Una pioggia di euro dagli spot sul blog, ecco la miniera d'oro di Beppe e Casaleggio", "Le ombre nel bilancio dei grillini al Senato". Hai capito quei ladroni? Zitti zitti, mentre tuonano contro i finanziamenti pubblici ai partiti, accumulano un tesoro nella grotta di Alì Babà. Come fanno? Semplice. Il nababbo Gianroberto Casaleggio, la cui società che edita il blog di Grillo (il 77° d'Italia) è sempre andata in perdita e nel 2012 racimolò un utile di 69.500 euro, incassa soldi a palate dalle pubblicità, pagate dagli inserzionisti un tot ogni mille clic.

Quanto? Secondo il Sole 24 Ore 5 euro. Secondo il titolo di Repubblica 0,92 euro; secondo l'articolo di Repubblica 0,64 euro. Per un totale annuo di 5-10 milioni secondo il Sole, di 570 mila euro secondo Repubblica . Se ne saprà di più il mese prossimo, quando sarà pubblicato il bilancio 2014 sul 2013 ("sarà molto migliore del 2013", ha anticipato il guru). È vero che non conterrà il dato scomposto del blog di Grillo; ma, essendo questo la principale attività della società, si capirà se l'ordine di grandezza è quello indicato dal quotidiano della Confindustria o da Repubblica. Nel primo caso, sarebbero un bel po' di soldi (peraltro legittimi, per giunta privati). Nel secondo, saremmo poco sopra l'accattonaggio. In ogni caso, la domanda sorge spontanea: siccome è assolutamente pacifico e dichiarato che il blog di Grillo, come peraltro tutti i siti web di questo mondo, si finanzia con gli spot, dove sarebbe il "mistero" dei finanziatori? Basta aprirlo e vedere chi sono gli inserzionisti. Non c'è nulla di meno misterioso di un'inserzione pubblicitaria. Si dirà: ma il blog di Grillo è l'organo ufficiale di un movimento politico. Verissimo. Esattamente come l'Unità ed Europa per il Pd, la Padania per la Lega, e così via (Forza Italia non ne ha bisogno). Ma con due lievi differenze. 1) I giornali di partito incassano fior di milioni dallo Stato, cioè da tutti i cittadini, compresi quelli che non si sognerebbero mai di votare per quei partiti, e senza quella "pioggia di euro", quella "miniera d'oro", fallirebbero all'istante; in più, sulla carta e sul web, fanno pubblicità e incassano altri soldi da inserzionisti privati. Secondo: nessuno mena scandalo per tutto ciò, nessuno pubblica "inchieste" sulla "pioggia di euro" e la "miniera d'oro" degli house organ dei partiti.

Ma attenzione: ora, sempre grazie a Repubblica , conosciamo pure "le ombre nel bilancio dei grillini al Senato". Quali? Tenetevi forte: "affitti da 2 mila euro al mese ai dipendenti della comunicazione" (il prezzo medio di un trilocale al centro di Roma), "pranzo da 6,71 euro consumato il 6 giugno dal senatore Lucidi" nel ristorante di Palazzo Madama" e soprattutto, scandalo degli scandali, "buffet in onore di Beppe Grillo che l'11 luglio 2013 tenne una conferenza stampa al Senato", roba da "114 euro" per 55 persone (il capo e 54 senatori), cioè 2 euro a testa, mica bruscolini. Ed ecco la prova che c'era qualcosa da nascondere: nel rendiconto "per uso interno", il sardanapalesco banchetto fu registrato come "acquisto di panini e bibite per accoglienza Grillo", mentre in quello pubblico c'è scritto "spese di rappresentanza". Capita la furbata?

Dopodiché, astuti come volpi, i 5Stelle potevano papparsi 42 milioni di rimborsi elettorali, invece li hanno lasciati allo Stato; ogni tre mesi potrebbero intascarsi 2,5 milioni non spesi fra diarie e indennità, invece li versano in un fondo per le piccole imprese; potevano pure spartirsi i 420 mila euro avanzati dai contributi raccolti nella campagna elettorale 2013, invece li hanno devoluti ai terremotati dell'Emilia. Ma il movente è chiaro: farsi una gazzosa da 2 euro con Grillo alla facciazza degli italiani. Sporcaccioni.


8 commenti:

  1. Ma cè tanta gente che non legge il vero giornale IL FATTO QUOTIDIANO XCHE DICE LA VERITA ,LEGGE L"Unita quello si che è un giornale.a dirla in poche parole una gran parte della gente italiana gli sta bene leggere tutte quelle balle che dice Renzi e compani. Questa gente gli auguro di rimanere fregati fin che campano

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  2. Non c'è più la possibilità di identificare chi scrive a vanvera e chi informa. Le TV per fare odiens ne sparano di tutti i colori, la carta stampata va a cercare storielle che riutilizza a discapito di chi è messo sotto tiro a secondo il periodo. Insomma un'accozzaglia di voltafaccia in disonore dei grandi che hanno fatto l'Italia

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  3. Purtroppo chi ha il PD nel sangue, convinto in questo modo di avere già anche tutte le verità non si apre ad altre informazioni, non rendendosi conto che intorno ha tante altre informazioni e novità di cui abbeverarsi, capire e soprattutto apprendere.

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  4. ormai sono sotto il fuoco incrociato di tutti gli altri,, speriamo che resistano

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  5. Grazie a Marco e a tutti coloro che informano cercando di svegliare le coscienze...Però mi chiedo, se un italiano su tre vota "onesta'", perché gli altri due no?

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  6. E' quello che ho sempre sostenuto! Si pala sempre del blog di Grillo e dei suoi guadagni, ma mai si parla dei guadagni dei giornali online con i loro banner! Finalmente qualcuno lo dice!
    (Nulla di male nel guadagno online, per carità, ma nemmeno l'intransigenza a senso unico va bene...)

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  7. Gramsci fondò l'Unità! Quando i Comunisti erano all'opposizione, c'era pure l'Unione Sovietica, l'Unità era il giornale che vendeva più copie. Ora che sono in Maggioranza al governo, però senza l'Unione Sovietica, hanno chiuso le Botteghe Oscure e fatto fallire il quotidiano l'Unità; anche se pagato dallo Stato Italiano, compreso l'energia elettrica.
    Hanno fatto schifo in tutto, peggio di Berlusconi.

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  8. Bravo Marco, un'altra lezione di giornalismo agli zerbini inutili e parassitari della carta stampata pagata da noi...

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