martedì 27 giugno 2017

"HA OSATO SCOPRIRE LO SCANDALO CONSIP". INDAGATO IL PM CHE HA SCOPERTO GLI ALTARINI DEL GIGLIO MAGICO.

L'inchiesta è legata alle fughe di notizie avvenute durante i vari passaggi dell'inchiesta sugli appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione. L'inchiesta era stata aperta dalla procura partenopea che indagava sull'imprenditore Alfredo Romeo. Il pubblico ministero: "Sono certo che potrò chiarire la mia posizione"

Violazione del segreto d’ufficio. Con questa accusa la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il pubblico ministero della procura di Napoli, Henry John Woodcock. L’inchiesta è legata alle fughe di notizie avvenute durante il passaggio dell’inchiesta sugli appalti Consip da Napoli a Roma. L’inchiesta era stata aperta dalla procura partenopea che indagava sull’imprenditore Alfredo Romeo: Woodcock era uno dei pm titolari del fascicolo, che a dicembre è passato nella Capitale per competenza. Nel frattempo, infatti, l’indagine aveva coinvolto il ministro Luca Lotti,  il comandante dei carabinieri della Legione Toscana,  Emanuele Saltalamacchia, e il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette: i tre sono accusati di violazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento per aver fatto trapelare notizie relative alle indagini in corso.

Marco Lillo sul Fatto Quotidiano ha svelato in esclusiva sia l’esistenza dell’inchiesta sulla Consip che l’indagine a carico dell’ex sottosegretario di Matteo Renzi a Palazzo Chigi e dei due alti ufficiali dei carabinieri. La pubblicazione degli scoop del Fatto risale ai giorni successivi rispetto all’arrivo del fascicolo dell’indagine sui tavoli della procura di Roma. Per gli inquirenti capitolini, però, è Woodcock ad essere sospettato di essere uno degli artefici di quella fuga di notizie.

“Ho appreso di essere indagato per il reato di rivelazione di segreto di ufficio. Ho assoluta fiducia nei colleghi della procura di Roma e sono quindi certo che potrò chiarire la mia posizione, fugando ogni dubbio ed ombra sulla mia correttezza professionale e personale”, è il breve commento del pm napoletano, che non ha negato “di essere molto amareggiato, e che questo è per me un momento molto difficile. Posso però affermare, in piena serenità che la mia attività è sempre stata ispirata dal solo intento di servire la Giustizia, nel rispetto delle regole”.

Woodcock è stato convocato dai colleghi romani per un interrogatorio nei prossimi giorni. La procura della Capitale ha comunicato l’indagine a carico di Woodcock al ministero della Giustizia, al Consiglio superiore della magistratura e alla Procura generale della Cassazione, titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati.

Già nei primi giorni di maggio, il procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo aveva deciso di avviare un’azione disciplinare nei riguardi del pm di napoletano. Il motivo? Un articolo pubblicato in aprile dal quotidiano La Repubblica, in cui si riportavano frasi virgolettate del magistrato riferite alla vicenda Consip. Peccato però che in nessuna parte dell’articolo si evinceva che Woodcock avesse parlato con Repubblica. Liana Milella nel suo articolo ricordava che Woodcock ha sempre risposto ai giornalisti: “C’è una regola che mi impedisce di parlare e io non parlo”. Poi riportava frasi che sarebbo state pronunciate dal magistrato in alcuni colloqui con i colleghi, in particolare sui rapporti tra le procure di Napoli e Roma e all’indagine avviata dai pm romani nei confronti di un ufficiale del Noe, Giampaolo Scafarto, accusato di falso. Nello stesso articolo Woodcock definiva la fuga di notizie dell’inchiesta come “uno scempio, e un gravissimo danno per l’indagine, solo un pazzo avrebbe potuto provocarla danneggiando il proprio lavoro”.

Su un presunto scontro tra le procure di Roma e Napoli nella gestione dell’inchiesta Consip si era occupato settimane fa anche il Csm, ma alla fine, però, il comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli non aveva aperto alcun fascicolo per evitare “indebite sovrapposizioni e condizionamenti”. Al contrario, però, appena sette giorni fa il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di mettere al vaglio le presunte irregolarità commesse dalla procura di Napoli nell’indagare sugli appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione. Nella stessa giornata in cui al Senato Pd e Forza Italia univano le forze per lasciare al suo posto il ministro indagato Lotti,e far fuori il suo grande accusatore Luigi Marroni, il Comitato di presidenza di presidenza investiva del caso Consip  la Prima Commissione, competente sul trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale dei magistrati. Una vera e propria manovra a tenaglia alla quale si sono affiancate in questi mesi le bordate lanciate contro Woodcock dall’ex premier Matteo Renzi, che ha visto suo padre Tiziano finire coinvolto nell’indagine Consip con l’accusa di traffico d’influenze.

L’ultima bordata del segretario del Pd nei confronti del magistrato napoletano (e del nostro giornale) è arrivata proprio oggi nella rassegna stampa del Nazareno #OreNove. “Oggi – dice l’ex premier – il Fatto Quotidiano dedica un articolo molto interessante al pubblico ministero Woodcock, ‘l’ultimo nemico pubblico nel Paese dei furfanti’. Dalle sue indagini non so quante condanne siano arrivate, ma il Fatto in un passaggio dell’articolo parla degli italiani come “massa di ignoranti e deficienti”.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/27/consip-woodcock-indagato-roma-per-violazione-di-segreto-dufficio-ho-fiducia-nei-colleghi-fughero-ogni-ombra/3690385/

7 commenti:

  1. C'era da prevederlo. Sono sicuro che questa indagine sia frutto di interventi politici. Mi auguro che magistratura valuti con senso di giustizia.

    RispondiElimina
  2. Da lunghi decenni, in questi spazi e dove possibile, scrivo: "Per avere politici e politica SANA, del vecchio e da tutte le parrocchie politiche si DEVE spazzare via anche la polvere dagli scaffali E questo potrà accadere soltanto dal basso; dalle piazze con palchi!"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. DiBa
      Incontra il popolo ascolta
      Ascolta il popolo che assieme al mvimento tutto vogliono onesta'nella politica.

      Elimina
  3. la maggistratura li mettera in gallera perche la maggistratura fa parte del pd

    RispondiElimina
  4. Me lo auguro con tutto il cuore.Purtroppo i ladri e truffatori sono duri a morire.

    RispondiElimina
  5. PROIBITO TOCCARE I " FILI " CI SI BRUCIA !

    RispondiElimina
  6. SECONDO ME ANCHE QUESTA PORCATA SICURAMENTE ANDRA' IN PORTO, ALLA FINE OTTENGONO SEMPRE QUEL CHE VOGLIONO COME I 17 ML PER LE BANCHE VENETE ....MENTRE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA NON SI TROVANO I FONDI

    RispondiElimina