lunedì 26 giugno 2017

L’EMILIA ROMAGNA? GRAZIE A RENZI HA FATTO IL FILOTTO: ECCO QUANTI COMUNI HA PERSO

Bologna, 26 giugno 2017 – Come diceva Giorgio Guazzaloca, l’uomo che per primo nel Dopoguerra espugnò Bologna alle elezioni comunali, il Pd è un prodotto scaduto.
In Emilia Romagna su cinque centri andati al voto (Piacenza, Parma, Vignola, Budrio, Riccione) non ha vinto da nessuna parte. Idem nelle Marche dove altri due comuni (Civitanova e Fabriano) sono stati strappati al Partito democratico. Sconfitta storica, che  anche alla vigilia del voto era difficile immaginare in queste proporzioni.

Il Pd ha governato male? Ha deluso elettori fedeli e cittadini? C’è sicuramente un po’ dell’uno e un po’ dell’altro ma una regione rossa come l’Emilia Romagna, pur nella parzialità del test attuale, fornisce un segnale significativo. Il partitone sempre meno compatto ha perso il contatto col territorio, con la gente e si avvitato eccessivamente in lacerazioni interne, rese dei conti, scazzottate politiche e divisioni che non si erano mai viste.

Il Pd è un partito ancora forte ma frantumato che continua dare segnali di arretramento. Roccaforti rosse sono cadute anche in Toscana e Lombardia e perfino l’Aquila passa al centrodestra.
Politicamente è una disfatta. Troppe correnti, troppe ostilità fra renziani e non. E intanto la fiducia degli elettori è venuta meno. Ha giocato probabilmente anche l’eccessiva concentrazione del partito quindi sulla vicende romane. Dimenticati, o non risolti, i problemi dei cittadini, nebbiose e incerte le soluzioni dei problemi in molte località su sicurezza e immigrazione. Più che la vittoria di centrodestra e Cinquestelle qui si è vista la sconfitta dei Democratici. Troppi errori, altrettanti voti persi.
Ora sarà interessante vedere se ci sarà un cambio di rotta significativo. Le prime parole di Matteo Renzi diffuse attraverso un messaggio a Porta a Porta sono state molto prudenti. A proposito dei ricorsi della storia: a Vignola, nel Modenese, il centrodestra ha strappato per la prima volta il Comune al Pd con un macellaio. Come successe a Bologna con Giorgio  Guazzaloca. Macellaio pure lui.

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