lunedì 10 ottobre 2016

LA PARASSITA RENZIANA, D.BIGNARDI: "Tagliarmi lo stipendio? Non è giusto che se ne parli

Alle prese con una vertiginosa crisi d'ascolti e con beghe e screzi tutti interni a Rai 3, la zarina Daria Bignardi getta benzina sul fuoco, o almeno ci prova. "Cambiare solo le cose facili non sarebbe stato serio", spiega la direttrice di Rai 3 in un'intervista aRepubblica. Poi si va subito al sodo, a Politics di Gianluca Semprini, sempre più in basso negli ascolti: "Non chiuderà. Se ho sbagliato a cancellareBallarò? Ma no, Politics sta sperimentando un nuovo formato e un nuovo volto, gli serve tempo (...). Detto questo, non va bene che gli ascolti siano diminuiti e dopo la prima pontata ci siamo lavorando".
Quando le rimproverano il calo d'ascolti, la Bignardi ribatte spiegando che "sono in crescita costante e vanno già meglio dell'anno scorso: quasi mezzo punto in più settimanale nonostante il punto in meno del martedì sera. E ancora devono arrivareRischiatutto, il programma sulle nuove unioni civili che si intitola Stato CivilePif e Virginia Raffaele in primavera".
Uno dei passaggi più interessanti dell'intervista è quando ricordano alla direttrice l'accusa - difficilmente smentibile - secondo la quale sarebbe una ultrà renziana. Bignardi risponde: "Non capisco cosa voglia dire". Dunque cita una serie di format, e aggiunge: "I programmi possono essere buoni o meno buoni, non renziani o meno renziani. A me molti sembrano buoni, al pubblico pure, dicono le risposte". Insomma, la Bignardi e la sua rete, a parere della direttrice, non sarebbero renziane.
Infine, una battuta sul suo stipendio da 300mila euro, superiore al tetto di 240mila euro previsto dalla nuova legge. Quando se lo taglierà? "Beh, non posso tagliarlo io e non sarebbe serio ne discutessi io - risponde la Bignardi -. Ho accettato per spirito di servizio e curiosità intellettuale. Se vuole la mia, questa campagna non è una buona 
cosa per tutti i profili professionali, né per la competitività dell'azienda, e quindi neanche per chi paga il canone. E vorrei ricordare che per la prima volta i direttori di rete hanno contratti a termine. Ma mi adeguerò alle regole, come ho fatto finora e com'è giusto".

FONTE: LIBEROQUOTIDIANO. IT


4 commenti:

  1. La peggiore delle gionaliste. Almeno li meritasse i soldi che prende.

    RispondiElimina
  2. Vigliacchi USURPATORI del potere democratico popolare!!!!!
    Pagare un canone implica l'accettazione di un contratto preciso con diritti e doveri di entrambe le parti, quindi questa imposizione è da considerarsi un atto di violenza e non un servizio pubblico

    RispondiElimina
  3. Vigliacchi USURPATORI del potere democratico popolare!!!!!
    Pagare un canone implica l'accettazione di un contratto preciso con diritti e doveri di entrambe le parti, quindi questa imposizione è da considerarsi un atto di violenza e non un servizio pubblico

    RispondiElimina
  4. troia taglia che non fai un cazzo dalla mattina alla sera

    RispondiElimina