lunedì 23 gennaio 2017

RIGOPIANO, CLAMOROSO! ECCO CHI RISPOSE IN PREFETTURA ALLA PRIMA CHIAMATA DI SOCCORSO DEFINENDO LA RICHIESTA “UNA BUFALA”

Rigopiano, “fu una dirigente della prefettura a ignorare lʼallarme”

Identificata la donna che rispose alla chiamata di Quintino Marcella, bollando la richiesta di aiuto dopo la slavina come una bufala

La donna che nel tardo pomeriggio di mercoledì rispose alla chiamata di Quintino Marcella al 113, bollando l’allarme sulla slavina all’hotel Rigopiano come una bufala, sarebbe una dirigente della prefettura di Pescara. A identificarla sono stati i carabinieri. “Se sono stati commessi errori, saranno corretti. Se c’è altro, si vedrà: ognuno si assumerà le proprie responsabilità”, ha assicurato il prefetto di Pescara, Francesco Provolo.
Marcella fu il primo a lanciare l’allarme su quanto stava accadendo a Farindola. A informarlo fu l’amico, sopravvissuto alla strage, Giampiero Parete, e lui subito chiamò il 113. La chiamata fu passata alla prefettura di Pescara, ma qui, inaspettatamente, la risposta fu molto sbrigativa: “Ancora questa storia? Abbiamo sentito l’albergo, hanno smentito”.
Tutta una bufala, quindi, secondo la voce che rispose. Una voce che – scrive il Messaggero – oggi ha un nome, quello di una dirigente della prefettura, una professionista preparata per gestire un’emergenza come quella dell’hotel Rigopiano e che ora dovrà fornire spiegazioni sul suo comportamento. “Oltre alla telefonata in questione, sulla quale per correttezza non faccio commenti a indagine in corso – assicura il prefetto Provolo -, quel pomeriggio altre segnalazioni sul crollo di un albergo a Rigopiano sono state rimbalzate alla nostra sala operativa dal 118 e da altri centralini del soccorso pubblico. L’intervento, insomma, si è attivato rapidamente”.
Fondamentale per ricostruire il flusso delle richieste di aiuto da Farindola e la risposta della macchina dei soccorsi sarà anche l’analisi dei cellulari dei clienti dell’albergo. Tra i primi arrivati nelle mani degli investigatori c’è quello di Sebastiano Di Carlo, che scrisse alla sorella chiedendo aiuto. Quei dati, insieme ai tabulati degli altri telefoni, potrebbero contribuire a chiarire il quadro per capire se davvero ci fu un ritardo nelle operazioni di soccorso.

FONTE
TGCOM24

1 commento:

  1. Sono sempre più convinto che in Italia, il problema dei problemi è che non abbiamo le persone giuste, al posto giusto. La ministra della sanità, non è neanche una infermiera, la ministra dell'istruzione ha la scuola media inf. il ministro degli Esteri che non conosce e non parla Inglese, la meritocrazia, non è conosciuta,
    La lista potrebbe essere lunghissima, ma è meglio che mi fermo qui altrimenti per la rabbia mi strappo tutti i capelli!!

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