venerdì 1 aprile 2016

È napoletano, ha creato l’impianto che trasforma rifiuti in carburante: costerà 29 euro



Si chiama Gianluca Gatto, è un giovane napoletano di 33 anni ed è l’uomo più ricercato dalle compagnie petrolifere di tutto il mondo, perché ha inventato undispositivo casalingo in grado di trasformare i rifiuti domestici in biocarburante compatibile con tutti i motori diesel. Grazie al finanziamento ottenuto dall’Unione Europea è riuscito a costruire il primo prototipo funzionante dell’impianto, il quale, spera, sarà presto immesso sul mercato a un prezzo accessibile a tutti. VesuvioLive ha intervistato Gianluca Gatto per conoscere meglio lui e il suo progetto.
Ci spieghi in cosa consiste il tuo progetto e come funziona?
Il dispositivo che ho inventato, e al quale ho dato come nome EcoParthenope, non è altro che un macchinario analogo a quelli già in grado di ottenere un combustibile a partire dalle biomasse attraverso l’attivazione di un processo chimico. EcoParthenope tuttavia presenta diversi vantaggi: prima di tutto è un apparecchio domestico, dunque di piccole dimensioni e compatibile con buona parte – non tutti – dei rifiuti organici che può dare un normale nucleo familiare. In secondo luogo, non sottrae risorse alimentari né terreni destinati alla coltivazione di generi alimentari per la popolazione: il Brasile, che è tra i primi produttori al mondo di bioetanolo, ha sottratto risorse alimentari alla sua popolazione, anche perché alcuni produttori hanno puntato sul bioetanolo perché rende più ricavi, provocando perciò un aggravarsi della situazione di fame e povertà nelle fasce più basse della popolazione. Se gli alimenti servono a produrre esclusivamente carburante, è ovvio che il prezzo di quelli destinati al consumo umano diventino più cari, poiché non si può agevolmente soddisfare la domanda di cibo. EcoParthenope, invece, utilizza gli scarti che sarebbero stati comunque gettati via, mentre quelli non compatibili con il macchinario andranno nel normale cestino della raccolta differenziata.
Quanto costerà EcoParthenope?
Il prototipo di EcoParthenope oggi costa diverse migliaia di euro, ma conto di riuscire a venderlo a prezzi accessibili a tutti affinché vi sia un vantaggio consistente per la popolazione. Ci sono varie compagnie petrolifere e aziende specializzate interessate al brevetto, se si verificheranno le condizioni adeguate il loro aiuto sarà determinante per la commercializzazione a basso costo nel breve periodo. In caso contrario sceglierò una strada diversa, più autonoma e, allo stesso tempo, necessariamente più lunga. Il mio sogno è quello di vendere EcoParthenope al prezzo di 29 euro, accessibile veramente a tutti.
Qual è l’impatto ambientale del carburante prodotto con la tua invenzione?
È molto minore rispetto a quello del normale gasolio, poiché la quantità di carbonio liberata durante la combustione era quella già presente nell’atmosfera quando si sono formati sia gli organismi animali che quelli vegetali, poi convertiti. Se un ordinario biodiesel riduce fino a quasi dell’80% le emissioni nette di biossido di carbonio (CO2), quello di EcoParthenope innalza ulteriormente quella percentuale, visto che non devono essere conteggiate le emissioni date dalla coltivazione e dal trasporto delle materie prime. Se, inoltre, dotiamo gli impianti di scarico di auto, moto e altri mezzi di appositi catalizzatori abbassiamo sensibilmente anche i livelli di ossidi di azoto.
Ci racconti come è nata la tua idea?
In realtà non c’è una vera e propria storia dietro, si tratta semplicemente diun’idea che mi circolava in testa sin dai tempi del liceo, quando non avevo mai abbastanza soldi per la miscela nel motorino. Pensavo che sarebbe stato bello produrre carburante a basso costo utilizzando comune materiale di scarto, e scoprii che qualcuno, nel mondo, già riusciva a fare qualcosa di simile. A me serviva lo step successivo. In questo modo nacque la mia passione per la scienza, così mi sono laureato e specializzato nella facoltà di Ingegneria Chimica all’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Perché hai scelto il nome EcoParthenope?
Sono molto attaccato alla Terra in cui sono nato ed orgoglioso della mia identità napoletana, di appartenere a un popolo che per secoli, dalle origini greche fino ancora ad oggi, ha prodotto primati in campo umanistico, artistico, scientifico e tecnologico. Napoli è una delle capitali mondiali della cultura, ma oggi, specialmente chi ci vive, si è dimenticato il ruolo che questa città ha sempre avuto e del quale, per fortuna, pian piano sta riacquistando consapevolezza. Il mio vuole essere un piccolo contributo alla Rivoluzione Culturale Napoletana, e un modo di darlo era quello di inserire il vecchio nome della città, quello della mitica Sirena, nella denominazione del progetto.

LA NOTIZIA È  UN PESCE D'APRILE :) CI AVEVATE CREDUTO?! 
FONTE
http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/141743-napoletano-creato-limpianto-trasforma-rifiuti-carburante-costera-29-euro/

22 commenti:

  1. Se ci mettono le mani sopra le compagnie petrolifere altroche' aiuto, rinchiudono il progetto in un cassetto e chi lo vede mai piu' ... oppure te lo fanno pagare talmente tanto che alla fine fai senza, oppure ci mettono sopra una tassa tale per cui non ti cambia niente.

    RispondiElimina
  2. Vendola da solo lascia stare le compagnie petrolifere non fai i loro interessi...

    RispondiElimina
  3. fai un accordo con De Laurentis, lui ce l'ha il grano ;-)

    RispondiElimina
  4. contatta Luigi Di Maio o qualcuno del Movimento 5 stelle della tua città che ti possa mettere in contatto con Beppe Grillo o Casaleggio. Non dare il tuo lavoro a chi non lo valorizzerebbe!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. D'accordo,cerca in qualche modo di valorizzare il tuo lavoro, la tua idea. Sei nella posizione giusta

      Elimina
  5. Le compagnie petrolifere forse ti offriranno molti soldi ma affosseranno il tuo progetto e non se ne sentira' piu' parlare!Se veramente vuoi dare un contributo al popolo,e non ti interessano Solo i soldi nell'immediato, cerca finanziamenti privati e di filantropi anche esteri che credono al tuo progetto....i soldi arriveranno lo stesso un po' piu' tardi forse, ma avrai la soddisfazione di aver fatto qualcosa per la gente comune.......solo un consiglio......Mike.

    RispondiElimina
  6. c'e' vero progresso quando TUTTI ne possano usufruire di quella scoperta,cosi' parlava il grande henri ford. ma sele compagnie petrolifere ci mettono mano............be in questo caso non sara' vero progresso

    RispondiElimina
  7. Vendilo per conto tuo. Non avvicinarti alle compagnie petrolifere. Se un giorno te ne saremo tutti grati sarà il miglior ricavo morale. Auguri e complimenti.

    RispondiElimina
  8. Grande ragazzo vai avanti ma lascia le compagnie petrolifere o saranno la tua rovina....infatti appoggio Luca Torcasio che dice impegnati a sentire Grillo o casaleggio del m5s..sono gli unici di cui puoi fidarti...auguri ragazzo

    RispondiElimina
  9. vai avanti senza avere nessun timore il futuro delle lobby del petrolio sta finendo grazie a quelli come te che avranno il coraggio di buttarsi avanti con i loro progetti, i 5 stelle hanno come obiettivo l'eliminazione del mercato del petrolio soppiantandolo con le invenzioni di ultima generazione non vendere il tuo brevetto alle compagnie del petrolio rovineresti tutto solo per arricchirti prima, ma condanneresti ancora per chissà quanto tempo l'umanità a sottostare a tutte le porcate delle lobby ( guerre, fame, ingiustizie)etc.. etc..

    RispondiElimina
  10. ATTENZIONE: questo è il Pesce d’Aprile 2016 di Vesuvio Live. In tantissimi ci avete creduto, ma purtroppo la notizia è falsa. Si tratta di uno scherzo, anche se i dati riportati sulle emissioni e la produzione di bioetanolo in Brasile sono veritieri. Il ragazzo in foto è un amico del nostro giornale, ne approfittiamo per ringraziarlo per averci retto il gioco. Grazie anche a tutti voi lettori: abbiamo voluto pazziare un po’, scusateci!

    RispondiElimina
  11. .....vediamo se si attivano tt quegli enti che hanno il gestione il problema dei rifiuti, a cominciare dalle regioni....

    RispondiElimina
  12. IN CALIFORNIA TANTI ANNI FA AVEVANO PROGETTATO L'AUTO AD ACQUA. L'AUTO ELETTRICA, L'AUTO A PANNELLI SOLARI CHE SI RICARICA MENTRE CAMMINA, LE COMPAGNIE PETROLIFERE HANNO COMPRATO I PROGETTI E FERMATO TUTTO ! OGGI L'IBRIDO E ELETTRICO FANNO STRADA MA.....DOPO 20 ANNI DI SILENZIO!

    RispondiElimina
  13. ATTENZIONE: questo è il Pesce d’Aprile 2016 di Vesuvio Live. In tantissimi ci avete creduto, ma purtroppo la notizia è falsa. Si tratta di uno scherzo, anche se i dati riportati sulle emissioni e la produzione di bioetanolo in Brasile sono veritieri. Il ragazzo in foto è un amico del nostro giornale, ne approfittiamo per ringraziarlo per averci retto il gioco. Grazie anche a tutti voi lettori: abbiamo voluto pazziare un po’, scusateci! http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/141743-napoletano-creato-limpianto-trasforma-rifiuti-carburante-costera-29-euro/

    RispondiElimina
  14. Qualcuno ricorderà la miscela 'LARDO'? un Signore di Contursi Terme che si presentò a Portobello da Tortora. ebbene di lui non si più saputo nulla. aveva scoperto come un norm,ale prodotto comprato in drogheria producesse carburante per far girare un auto per molti km. lo hanno comprato ed imbavagliato le 7 sorelle. speriamo che io me la cavo????

    RispondiElimina