sabato 9 giugno 2018

ATTENZIONE - IL M5S HA DIFFUSO LA NOTIZIA CHE STRONCA DEFINITIVAMENTE LE CHIACCHIERE DEL PD

Di seguito il post pubblicato su Facebook dal deputato 5 Stelle Manlio Di Stefano:
“MESSAGGIO A QUELLI CHE “AVETE FATTO L’INCIUCIO”
Ogni tanto la memoria andrebbe valorizzata per quello che è: l’unico mezzo per non commettere gli stessi errori del passato nonché per evitare di dire castronerie.
Nel 2013 il MoVimento 5 Stelle fu il partito più votato d’Italia e non ebbe l’incarico di Governo perché il PD, in coalizione con SEL, ottenne qualche virgola 
percentuale più di noi. Nonostante quest’alleanza, un gioco di palazzo vide passare SEL (e il suo 2,qualcosa%) all’opposizione così da permettere al PD di dare la presidenza della Camera a Laura Boldrini e toglierla a noi, cui davvero spettava.
Al Senato il PD si prese la presidenza con Grasso e comprò il silenzio del centro-destra dando due vicepresidenze a Gasparri e Calderoli.

Nel 2013 quindi, l’accordo tra tutti i partiti non ebbe la finalità di far partire la legislatura secondo un principio di rappresentanza e rispetto del voto, ma l’esatto opposto, escludere in ogni modo il M5S.
Oggi, nel 2018, proprio grazie all’ottimo lavoro di mediazione di Luigi Di Maio, si è riusciti a trovare la quadra tra le due Camere e assegnare le due presidenze, coerentemente col voto espresso il 4 marzo, alle due entità politiche vincitrici ovvero la coalizione di centro-destra e il M5S.
Questo però non poteva significare che avremmo accettato qualsiasi cosa e così siamo riusciti anche a imporre un metodo e un livello qualitativo diverso dal passato.
Abbiamo rifiutato a gran voce di riabilitare Silvio Berlusconi, come fece Renzi nel 2014, riferendoci solo a Matteo Salvini, vero vincitore nel centro-destra, e mettere veto su candidature non istituzionalmente degne in quanto persone condannate.
Nessun inciucio, nessun patto col diavolo, solo una giusta e degna concertazione parlamentare tra le forze più rappresentative del popolo italiano.
Stiamo già cambiando la storia d’Italia imponendo un rapido salto verso la Terza Repubblica, quella dei cittadini.
Chi non lo capisce è chi stava bene nella Seconda Repubblica, ce ne faremo una ragione. Avanti così.”

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