martedì 13 settembre 2016

PAZZESCO: la notizia che stavamo tutti aspettando. Renzi ufficialmente denunciato. Ecco da chi..

Si mette male per Matteo Renzi. Stando a quanto scrive il ilfattoquotidiano.it , il Premier sarebbe stato denunciato dal Presidente Adusbef, Elio Lannutti.

Riportiamo l'articolo:


L'ex senatore Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef, ha presentato un esposto. Elencati i big che avrebbero usufruito della depenalizzazione. Oltre l'ex Cavaliere, anche Profumo e Prada.Tra i reati ipotizzati, il falso in atto pubblico.

 
Una denuncia penale alla Procura di Roma. Con trasmissione degli atti al Tribunale dei ministri. Il tutto per accertare se la delega fiscale abbia travalicato le normali competenze «costituendo in tal modo un reato commesso nell’esercizio delle funzioni del ministro o del presidente del Consiglio».
Guai in vista per Matteo Renzi, preso con le mani nel sacco per le impronte digitali lasciate sul luogo del “delitto”. E’ stato il premier in persona, del resto, ad ammettere che la famosa “manina” di Palazzo Chigi che aveva scritto le norme più  contestate era proprio la sua. Un’ammissione che ora rischia di costargli un’indagine per falso in atto pubblico. Per l’esposto-denuncia presentato dall’ex senatore Elio Lannutti, presidente dall’Adusbef (Associazione di utenti bancari finanziari assicurativi e postali) allaProcura della Repubblica di Roma in seguito alla vicenda della norma salva-Silvio, spuntata la vigilia di Natale nella delega fiscale dopo che il Consiglio dei ministri aveva già deliberato sul provvedimento. L’associazione di Lannutti vuole vederci chiaro e per questo chiede alla magistratura di accertare se con la normativa, «probabilmente scritta da studi legali che difendono imputati eccellenti di frodi fiscali a danno della fiscalità generale e dei contribuenti onesti tartassati», anche per colpa «di evasori che sottraggono circa 120 miliardi l’anno» all’Erario, il premier non sia andato oltre i limiti  delle norme che regolano le sue competenze e la correttezza dei procedimenti legislativi.
La vicenda è nota. Con il pretesto della certezza del diritto nei rapporti tra contribuenti e fisco, la norma voluta dal premier avrebbe finito per depenalizzare, con effetto retroattivo, i reati di frode ed evasione fiscale qualora l’Iva o le imposte sui redditi evase non superassero il limite del 3 per cento rispettivamente sull’ammontare dell’imposta o dell’imponibile dichiarato. Risultato: chi più evade più guadagna, senza rischiare la galera, ma solo sanzioni amministrative. «Chi fattura un milione di euro, poteva evadere fino a 30 mila euro, chi fattura un miliardo poteva evadere, per effetto del 3 per cento, 30 milioni di euro – si legge nell’esposto dell’Adusbef – Uno schiaffo ai contribuenti onesti spina dorsale della fiscalità generale» e un vero e proprio regalo per una serie di famosi personaggi e aziende di primo piano finite nel mirino dell’amministrazione finanziaria e delle procure.

Il caso di Silvio Berlusconi, già condannato in via definitiva per frode fiscale e che ovviamente avrebbe beneficiato pure lui del “condono”, non è neppure il più eclatante. Perché, come ricorda Lannutti, quella norma rischiava di far saltare una lunga serie di processi in corso. «Dai presunti fondi neri e tangenti in relazione agli appalti per il Sistri dell’inchiesta Finmeccanica a quella per presunta frode fiscale nella cosiddetta “operazione Brontos”, che vede indagato anche l’ex amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo (si parla di 245 milioni di euro sottratti al fisco dal 2007 al 2009), di cui la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio nel giugno scorso». Tra i potenziali beneficiari c’è anche la famiglia Riva, già proprietaria dell’Ilva di Taranto, finita nei guai proprio per frode fiscale. Ma c’è anche la famiglia Aleotti, proprietaria della Menarini Farmaceutici, nella bufera per i «178 milioni spesi per acquistare il 4% di Banca Mps», che gli inquirenti sospettano siano arrivati «da 1,2 miliardi di euro accumulati con la contestata truffa sui principi attivi dei farmaci, con la corruzione di pubblici ufficiali e con numerosi reati di frode fiscale». Senza contare i vantaggi che ne avrebbero tratto big dell’imprenditoria «come Prada (ha sborsato 470 milioni, ma la procura di Milano come “atto dovuto” ha ancora aperto un fascicolo per “omessa o infedele dichiarazione dei redditi”, che vede indagati proprio Miuccia Prada, Patrizio Bertelli, e il loro commercialista) e Armani (270 milioni)».

15 commenti:

  1. Che schifo!!! Alla faccia del popolo

    RispondiElimina
  2. Speriamo che non sia come al solito ....insabbiamento o colpo di spugna o archiviazione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Speriamo.che magistratura vada avanti e non si fermi.

      Elimina
  3. Questi ladri matricola ti si sono comprati anche la Magistratura,percio'non bisogna illudersi.Siamo tornati ai tempi del Marchese del Grillo!

    RispondiElimina
  4. Questi ladri matricola ti si sono comprati anche la Magistratura,percio'non bisogna illudersi.Siamo tornati ai tempi del Marchese del Grillo!

    RispondiElimina
  5. tutto fumo e niente arrosto, come l'elenco di quelli che avevano i soldi alle isole kaiman, ne sapete qualcosa? no ? e cosi finirà sta cosa

    RispondiElimina
  6. Era ora questo signore non può passarla liscia in galera insieme ai suoi complici. La giustizia vera li deve punire. Lo spero con tutto il cuore. Dio esiste. Grazie mio Signore💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💐🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹

    RispondiElimina
  7. Da qui a fine mandato come da consuetudine scopriranno altri illeciti esempio la sua partecipazione alla truffa banca Etruria e il bottino nascosto in qualche altro stato estero con tutto quello che ha arraffato qua e là !!

    RispondiElimina
  8. Sarà come sempre una bolla di sapone e come disse il marchese del Grillo noi non contiamo niente ...loro possono.sono protetti da tutto

    RispondiElimina
  9. Sono innamorato di quest'uomo ma chi la scovato l'Italia senza si lui e presa

    RispondiElimina
  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  11. C'è altro atto di denuncia e ben più grave, perchè con sola connotazione penale, a cui secondo me potrebbe essere sottoposto il Sig. Renzi, ma questo sta alla magistratura appurarlo, cioè il fatto di aver fatto uso della sua carica istituzionale, per tentare di interferire con quella che sarà la risposta popolare al referendum.
    Non credo sia lecito, ma invece abuso di potere, "promettere", ma di fatto "ricattare", in virtù delle acquisite mansioni di governo. con promettenti e futuristiche manovre, finalizzate ipoteticamente a dare sostentamento economico alle fasce più povere della popolazione ricattate per un esito a lui favorevole.
    Ritengo, ma è un mio giudizio, abusare potere, utilizzandolo e ricattandone di fatto, ai fini di un consenso un referendum.
    http://italiota.altervista.org/

    RispondiElimina