domenica 1 gennaio 2017

Papa Francesco rompe gli schemi e si precipita a salutare Virginia Raggi.

Al termine della preghiera del Te Deum, Papa Francesco prima di lasciare San Pietro ha raggiunto la navata destra dove in prima fila la sindaca Virginia Raggi aveva assistito alla funzione. E dopo averla raggiunta ha sostato qualche istante a  parlare con lei


 

Raggi incontra i genitori di Lorenzo e quelli di Tommaso, primi nati del 2017

Sono quattro maschietti i primi nati del 2017. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, è andata a visitarli in ospedale, a villa San Pietro e al Pertini. "Tanti auguri per uno splendido 2017", ha detto alle mamme e i papà di Tommaso e Lorenzo, i due bimbi nati a villa San Pietro


sabato 31 dicembre 2016

IL FANTASTICO DISCORSO DI FINE ANNO DI BEPPE GRILLO. GUARDA E CONDIVIDI

Per vedere subito il video arrivate al minuto 4:30. Grazie a tutti

Roma, Giunta Raggi salva in Aula 100mln di debiti fuori bilancio



Roma, 30 dic. (askanews) - La maratona di tre giorni dell'Assemblea capitolina ha portato al riconoscimento di quasi 100 milioni di euro di debiti fuori bilancio del Comune di Roma. Le 58 delibere approvate in Aula Giulio Cesare oggi, sommate alle 75 approvare nei due giorni precedenti, fanno sì che il totale dei documenti predisposti e vagliati dalla Giunta e dalla commissione Bilancio dal 9 dicembre, data in cui il Mef ha autorizzato uno spazio di finanza pubblica sul debito gestito del Comune di 137 milioni, successivamente sottoposti a votazione in Aula tocchi il numero record di 133 delibere in totale, alcune risalenti a debiti accumulati fin dal 2004. Tornano, così, nelle casse dello Stato circa 37 milioni che torneranno a disposizione del bilancio capitolino al prossimo consuntivo. "Avremmo potuto riconoscere fino a 110 milioni di debiti fuori bilancio - ha spiegato l'assessore capitolino al Bilancio Andrea Mazzillo commentando la chiusura del tour de force da oltre 24 ore continuative spezzate in tre sessioni d'aula - stiamo riconoscendo altri debiti, abbiamo cominciato un circolo virtuoso. I soli debiti relativi alle residenze sanitarie assistite valevano 30 milioni l'anno prima che arrivasse Raggi. Tronca ne accumulati altrettanti, ma ne ha riconosciuti solo 10, noi da quest'anno non ne faremo più. E non solo in questo settore". Rispetto all'atteggiamento collaborativo con cui le opposizioni hanno sostenuto senza ostruzionismo la copertura dei debiti della capitale, Mazzillo, ringraziando gli uffici, la presidenza d'Aula e tutti i consiglieri, ha spiegato che con questo traguardo raggiunto "l'amministrazione capitolina nel suo complesso ha lanciato un segnale di credibilità e reputazione alla città, non solo a chi ci ha criticato sui tempi. Chiedo a tutti di continuare su questa strada, continuando a verificarci, a chiederci conto del nostro impegno che sta andando avanti". Il prossimo appuntamento col bilancio capitolino per la Giunta Raggi sarà col previsionale 2017-19 che, bocciato dall'Oref, verrà emendato e sottoposto nuovamente ai revisori e all'Aula Giulio Cesare a partire dai primi di gennaio, perché possa essere approvato entro il 28 febbraio come prevedono i termini di legge.

fonte: https://it.notizie.yahoo.com/roma-giunta-raggi-salva-aula-100mln-di-debiti-185814369.html

venerdì 30 dicembre 2016

Travaglio da capolavoro. Ecco l'ultimo editoriale spettacolare in difesa della Raggi.

rutti, sporchi e cattivi !!!!! Altri dieci buoni motivi per cui i 5Stelle non potranno mai governare né Roma, né l’Italia, né un condominio. 1. Campidoglio: Raffaele Marra, dirigente comunale dai tempi di Alemanno e Marino, viene promosso da Virginia Raggi a capo del Personale. Marra risulta incensurato e mai indagato, poi la Procura di Roma scopre che tre anni prima s’è fatto pagare una casa da un costruttore e lo fa arrestare. Tutti contro la Raggi perché doveva prevederlo che sarebbe finito nei guai, quindi è un’i nca pa ce che non sa scegliersi i collaboratori: “Caos Roma, Raggi nella bufera, Virginia vattene”. Palazzo Chigi: il premier Paolo Gentiloni nomina sottosegretari del suo “nuovo” governo tutti quelli di Renzi, fra i quali Giuseppe Castiglione, indagato in Mafia Capitale per corruzione elettorale e turbativa d’asta (appalto truccato del Cara di Mineo); Simona Vicari, inquisita per falso (visite in cella a Cuffaro); e Vito De Filippo, imputato per peculato e indagato per induzione indebita (già concussione). Grandi elogi a Gentiloni per la serafica continuità col governo Renzi, che tanto bene fece agli italiani a loro insaputa: nessuno gli dà dell’in capace per non aver previsto che Castiglione, De Filippo e Vicari sarebbero finiti sotto inchiesta, anche perché lo erano già, quindi non solo l’aveva previsto: lo sapeva. Perciò li ha confermati. Lui sì che sa scegliersi i collaboratori. 2. Campidoglio: la Raggi nomina assessore all’Ambiente Paola Muraro, incensurata e non indagata. Un mese dopo la Muraro fa un secondo interpello ai pm e scopre di essere inquisita. Lo annuncia lei stessa con la Raggi un mese e mezzo dopo, in commissione Ecomafie. Polemiche à gogo perché non l’hanno detto subito, attacchi furibondi a Di Maio perché era stato avvisato via email ma aveva taciuto. “Caos 5Stelle, Di Maio nella bufera, Luigi vattene”. Poi la Muraro riceve l’i nvito a comparire con le accuse (presunte violazioni del testo unico ambientale) e la Raggi la fa dimettere. “Caos Roma, Raggi nella bufera, Virginia vattene”. Palazzo Chigi: Gentiloni promuove a ministro dello Sport il sottosegretario Luca Lotti, incensurato. Poi Lotti viene indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto insieme al comandante generale dei Carabinieri, Tullio Del Sette: Luigi Marroni, ad di Consip, li accusa di averlo avvisato che i pm di Napoli avevano piazzato delle cimici nei suoi uffici per trovare le prove di una mazzetta per il più grande appalto d’Europa che sta a cuore a papà Renzi e a due imprenditori amici. Gentiloni conferma Marroni, Lotti e Del Sette perché “ho fiducia nei magistrati”. Risultato: o la Consip è guidata da un calunniatore, o al governo e al vertice dell’Arma ci sono due delinquenti bugiardi. Ma niente caos-bufera-“Renzi e Gentiloni sapevano”: solo tanta fiducia nella Giustizia. 3. Palazzo Vecchio, Firenze: come rivela il Fatto nel 2015, la Corte dei Conti boccia gli ultimi 4 bilanci del Comune, cioè l’intera gestione dell’ex sindaco Renzi: “Gravi irregolarità, inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio”. Nessuna reazione. Palazzo Chigi: l’Ufficio parlamentare di Bilancio, Bankitalia e la commissione Ue censurano la Stabilità di Renzi. Nessuna reazione. Campidoglio: i revisori dei conti bocciano il bilancio della giunta Raggi, il primo non falso degli ultimi 10 anni, dopo aver avallato tutti gli altri. Uno dei tre revisori è imputato per bancarotta fraudolenta. “Caos Roma, Raggi nella bufera, Virginia vattene”. 4. Palazzo Chigi: la Corte costituzionale, con ampie motivazioni, boccia in quanto incostituzionale la riforma Madia della PA. Governo, partiti e giornaloni attaccano la Consulta che si permette addirittura di sindacare la costituzionalità di una legge. Campidoglio: come ben 800 sindaci, anche la Raggi emana un’ordinanza per vietare a Capodanno botti, razzi e fuochi artificiali a difesa dell’incolumità di persone e animali. Ma il Tar del Lazio accoglie un ricorso dei produttori di botti e sospende senza motivazioni l’ordinanza, rinviando la discussione sul merito al 25 gennaio: tanto per il Capodanno 2017 c’è tempo. E giù lacrime dei giornaloni sul Capodanno triste, con l’albero di Natale spoglio e senza Concertone (lo sponsor che ha vinto la gara chiedeva i soldi al Comune: primo sponsor a pagamento della storia). “Caos Roma, Raggi nella bufera, Virginia vattene”. 5. Palazzo Marino, Milano: il sindaco Giuseppe Sala, indagato per falsa dichiarazione (nascose una villa in Engadina e due società in Romania), truffa (sulle monete e le medaglie di Expo) e soprattutto falso in atto pubblico (sul maggiore appalto di Expo), nomina assessore al Bilancio Roberto Tasca, suo socio nella Kenergy (società che produce energia elettrica, una di quelle non dichiarate). Altri applausi. Campiddglio: la Raggi, non indagata, per evitare il conflitto d’interessi tra Raffaele Marra e il fratello

giovedì 29 dicembre 2016

L’ALLARME DI TRAVAGLIO: RAI E TV DI REGIME METTONO IL BAVAGLIO SUL PEGGIOR SCANDALO DI CORRUZIONE MONDIALE: 2,7 MILIARDI DI EURO

La famiglia RENZI, il ministro LOTTI, la CONSIP, altissimi esponenti dei Carabinieri… un VERMINAIO in un caso di corruzione da 2,7 MILIARDI DI EURO. Eppure, agli italiani tutto questo viene nascosto. La RAI non ne ha fatto parola alcuna.
“Chi s’informa (si fa per dire) dai tg Rai, cioè la stragrande maggioranza degli italiani, non sa quasi nulla dell’indagine della Procura di Napoli che vede indagati Luca Lotti (il ministro più vicino a Renzi) e i generali Tullio Del Sette (comandante generale dei Carabinieri) ed Emanuele Saltalamacchia (capo dell’Arma in Toscana) per la soffiata che ha vanificato le intercettazioni alla Consip a proposito di un appalto in odor di tangenti destinato all’imprenditore Alfredo Romeo, napoletano, grazie ai buoni uffici di Carlo Russo, fiorentino di Scandicci intimo della famiglia Renzi.

Chi invece si informa sui giornaloni qualcosa sa, anche se, visti gli spazi angusti riservati all’indagine svelata dal Fatto, pensa che sia robetta. Nulla di paragonabile alle firme false dei 5Stelle a Palermo, all’indagine sulla Muraro e alla nomina del fratello di Marra in Campidoglio da parte della Raggi che “potrebbe essere indagata”: queste vicende tengono banco da mesi o da settimane sulle prime pagine e in tutti i tg, mentre lo scandalo napoletano è rapidamente scomparso dai radar, dopo i titoli rassicuranti su Del Sette subito ascoltato in Procura seguito a ruota da Lotti. Del resto, mentre i 5Stelle litigano notte e giorno sui giornali, sui social e in tv per le proprie disavventure, dal Pd non si leva un monosillabo. Tutti zitti e mosca. Eppure anche l’inchiesta di Napoli meriterebbe qualche attenzione in più. L’appalto che i pm ritengono truccato è il più grosso d’Europa: acquisti per 2,7 miliardi (sì, miliardi) deliberati dalla Consip (società pubblica al 100% del Tesoro) per la PA. E i personaggi coinvolti, indagati e non, sono tra i più potenti d’Italia: Renzi, suo padre, il suo più fedele ministro, i comandanti dei Carabinieri italiani e toscani, i vertici della prima stazione appaltante del Paese. Tutti mobilitati – a prescindere dagli eventuali reati commessi o meno – attorno all’indagine di Napoli. Poche settimane fa i pm incaricano i carabinieri del Noe di riempire di microspie gli uffici Consip, dove il dirigente Marco Gasparri avrebbe promesso alcuni lotti della maxi-commessa a Romeo, sponsorizzato da Russo. Ma subito il presidente e l’ad di Consip, Luigi Ferrara e Luigi Marroni, vengono avvertiti da uno o più uccellini di stare attenti a come, dove e con chi parlano. Marroni chiama una ditta per bonificare gli uffici. Questa toglie le cimici due giorni dopo l’installazione. Gli inquirenti se ne accorgono subito: da Consip non esce più una parola. E interrogano Marroni, il quale, sapendosi intercettato, indica 4 uccellini che, in rapida successione, misero in guardia lui e Ferrara. Questi: Del Sette (di cui gli parlò Ferrara), Saltalamacchia, Lotti e Filippo Vannoni. Ex scout fiorentino, amico da una vita di Renzi che l’ha nominato presidente della municipalizzata Publiacqua, Vannoni dichiara – pure lui sotto giuramento – che non solo Lotti&C., ma anche Matteo sapeva in anticipo dell’indagine segreta (si fa per dire). E che sapesse tutto anche Tiziano Renzi l’ha scritto il 6 novembre La Verità, mai smentita. Come se non bastasse, tutti i protagonisti e comprimari dello scandalo sono fedelissimi di Renzi. Sia gli accusati: dai due generali (l’uno è comandante in Toscana, l’altro è stato nominato comandante generale proprio da Renzi) ai due imprenditori (Russo, compagno di pellegrinaggi a Medjugorie di Tiziano, e Romeo, finanziatore dichiarato della fondazione renziana Big Bang). Sia gli accusatori: non solo Vannoni, ma soprattutto Marroni, direttore dell’Asl di Firenze quando Renzi era presidente della Provincia e poi sindaco, poi assessore regionale Pd alla Sanità, infine promosso un anno e mezzo fa al vertice di Consip da Renzi e Lotti. Ce n’è abbastanza per rivolgere, a chi si degnerà di rispondere, cinque domandine semplici semplici.
1. Chi ha informato dell’indagine l’intera catena degli uccellini, cioè Matteo e Tiziano Renzi, Lotti, Vannoni e i due generali, e in quale ordine? Forse la prima fuga di notizie la fa un carabiniere che indaga per conto dei pm, avvertendo i superiori che, anziché custodire il segreto, lo spifferano al Giglio Magico.
2. Perché i generali avvertono proprio l’entourage di Renzi, mettendo a repentaglio le proprie carriere, se nessuno del Giglio Magico era indagato? Forse sanno che dietro Romeo c’è Russo, dietro Russo c’è Tiziano e dietro Marroni ci sono Russo, Tiziano, Matteo e Lotti. E vogliono proteggere il premier & famiglia.
3. Lotti e Del Sette, sentiti a tempo di record dal pm di Roma nonostante le ferie, dicono che è tutto falso: perché allora non querelano Marroni per calunnia? E perché Lotti e il suo governo non licenziano Marroni dalla Consip? Se non lo fanno, possiamo dedurne che Marroni dice la verità, anche perché non ha alcun motivo per calunniare l’amico ministro che l’ha nominato e il più alto ufficiale d’Italia.
4. Perché Renzi non parla, non smentisce e non querela l’amico Vannoni? Se non lo fa, possiamo dedurne che Vannoni dice la verità, cioè che anche Renzi – non si sa a quale titolo – sapeva di un’indagine segreta e non denunciò (com’era suo dovere di pubblico ufficiale) i militari infedeli che violarono, con lui o con altri, il segreto investigativo.
5. È vero, come ci risulta, che l’indagato Del Sette ha chiesto al governo di non confermarlo nel suo incarico che scade tra pochi giorni, ma Gentiloni & C. hanno deciso di lasciarlo lì per altri due anni? Forse perché, se salta Del Sette, tutti si domanderanno come mai non salti anche Lotti?
Domandare è lecito e rispondere non è solo cortesia: in questo caso, sarebbe proprio doveroso.”
(Marco Travaglio FQ 28 Dicembre 2016)

Gesto straordinario della giunta Raggi. Trasporti bus gratis nel 2017. Ecco chi ne ha diritto

Abbonamento Atac gratis per gli over 70: tutte le informazioni

„Una delibera approvata dalla Giunta capitolina ha rinnovato l'agevolazione. Hanno diritto gli anziani con redditi Isee fino a 15 mila euro“



Abbonamento Atac gratis per gli over 70: tutte le informazioni
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Anche nel 2017 i cittadini over 70 con reddito Isee fino a 15mila euro, potranno usufruire gratuitamente degli abbonamenti Atac durante tutto l’anno. È quanto prevede una delibera approvata dalla giunta capitolina. 
Coloro che posseggono i requisiti previsti dovranno consegnare presso le biglietterie l’apposita domanda, corredata di certificazione reddituale in corso di validità rilasciata dal Caf oppure da sedi e agenzie Inps, oltre ad una fototessera (solo in caso di primo rilascio) e un documento di identità. In una nota il Campidoglio commenta: "Si conferma, così, la vocazione di questa amministrazione a sostegno delle fasce sociali più deboli".
Commenta Atac: "L’Amministrazione Capitolina, su proposta dell'Assessore alla Città in Movimento Linda Meleo e del Dipartimento Trasporti di Roma Capitale, anche per l’anno 2017 rinnova la concessione dell’agevolazione Over 70, che consente di utilizzare gratuitamente i servizi di trasporto pubblico ai cittadini residenti a Roma Capitale che abbiano compiuto 70 anni, al momento della presentazione della domanda, e dispongano di un reddito, conteggiato con le modalità di calcolo ISEE, non superiore a 15.000 euro".


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Gli interessati al rinnovo dell’agevolazione speciale per il 2017, potranno recarsi dal 1 gennaio 2017 presso le biglietterie di ATAC S.p.A., di seguito indicate, presentando la certificazione ISEE in corso di validità, rilasciata da CAF o sedi e agenzie INPS e compilando l’apposito modulo disponibile presso le biglietterie Atac o sul sito www.atac.roma.it.
La card Over 70 avrà una validità di 365 giorni, a partire dalla data di rilascio, e potrà essere richiesta dal 1 gennaio 2017. I cittadini interessati al primo rilascio dell’agevolazione speciale Over 70, per l’anno 2017, non in possesso della card ricaricabile, che abbiano compiuto il settantesimo al momento della presentazione della domanda, possono recarsi presso una delle suddette biglietterie e compilare il modulo di richiesta allegandovi, oltre alla certificazione del reddito ISEE (nuovo ISEE), la copia del documento d'identità; il personale della biglietteria, verificati i predetti requisiti minimi (residenza a Roma, età anagrafica, reddito ISEE) provvederà alla predisposizione ed alla consegna della tessera Over 70 per la libera circolazione sulla rete del trasporto pubblico locale.
Biglietterie Atac:
·Metro A: Battistini, Ottaviano, Lepanto, Anagnina;
·Metro B: Ponte Mammolo, Termini, Eur Fermi, Laurentina;
·Metro B1: Conca D’Oro;
·Ferrovia Roma - Viterbo: Flaminio
·Ferrovia Roma - Lido; Porta San Paolo
orario di apertura al pubblico:
· dal lunedì al sabato: dalle 7.00 alle 20.00;
· domenica e festivi: dalle 8.00 alle 20.00;
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Si ricorda che la suddetta agevolazione speciale Over 70 riguarda esclusivamente la circolazione sulle linee del trasporto pubblico locale gestite da ATAC S.p.A. (bus, filobus, tram, metropolitane A, B, B1 e C e ferrovie regionali Roma - Lido, Roma - Giardinetti e Roma – Civitacastellana - Viterbo tratto urbano) in esecuzione del Contratto di Servizio con Roma Capitale. In caso di furto o smarrimento il duplicato della tessera Over 70 potrà essere richiesta presso le biglietterie ATAC S.p.A. previa presentazione della denuncia all’Autorità Giudiziaria e rimborso dei costi amministrativi pari a € 7,00.“
fonte: http://www.romatoday.it/cronaca/atac-abbonamento-gratis-anziani-70-anni-informazioni.html/pag/2

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