martedì 5 giugno 2018

IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO PARTE IN QUINTA: ECCO COSA HANNO DECISO DI FARE SUBITO

Se il populismo è ascoltare la gente allora siamo populisti.
Così Giuseppe Conte nel suo discorso al Senato al Senato.
Il neo presidente del Consiglio ha chiesto la fiducia “a favore non solo di una squadra di governo, ma anche di un progetto per il cambiamento dell’Italia”.
Si tratta di un progetto, ha aggiunto, “che è stato formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare, composto a partire dai programmi elettorali presentati alle elezioni e votati dalla maggioranza degli italiani, nonché ulteriormente legittimato dalle votazioni a cui le due forze politiche hanno chiamato i rispettivi iscritti e sostenitori”.

“Il programma di governo, – ha proseguito – i cui contenuti anche chi Vi parla ha condiviso – pur in via discreta – sin dalla fase della sua elaborazione, è quindi forte di una duplice legittimazione, formale e sostanziale”.
Conte ha ricordato che gli obiettivi che il Governo del Cambiamento si pone sono stati messi per iscritto, in modo “trasparente, vincolandosi ad adottare tutte le iniziative e le misure necessarie a perseguirli”.
Il premier ha poi detto di non avere esperienze politiche, ma di essere soltanto “un cittadino che, in virtù dell’esperienza di studio e professionale maturata, si è dichiarato disponibile, nel corso della campagna elettorale, ad assumere eventuali responsabilità di governo con una delle due forze politiche e, successivamente, ad accettare l’incarico di formare e dirigere il Governo, rendendosi anche garante dell’attuazione del ‘Contratto per il Governo del cambiamento’.”
Quanto all’accusa mossa a 5Stelle e Lega di essere forze “populiste” e “anti-sistema”, Conte ha affermato: “Se ‘populismo’ è l’attitudine della classe dirigente ad ascoltare i bisogni della gente – prendo spunto da riflessioni di Dostoevskij tratte dalle pagine di Puskin –, se ‘anti-sistema’ significa mirare a introdurre un nuovo sistema, che rimuova vecchi privilegi e incrostazioni di potere, ebbene queste forze politiche meritano entrambe queste qualificazioni”.

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