martedì 2 aprile 2019
LA GODURIA PIU’ GRANDE? LA FACCIA A LUTTO DELLA BERLINGUER QUANDO PRESENTA IL SONDAGGIO SUL PD: praticamente un annuncio funebre, per la gioia degli italiani
Il Pd è morto, stra-morto, morto stecchito. Non è certo una novità ma l’ultima conferma, ad oggi, è la più roboante in assoluto. Una conferma arrivata nel corso di CartaBianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Rai 3, che ha proposto un sondaggio di Antonio Noto destinato ad entrare dritto dritto nella storia. La ragione? I democratici hanno raggiunto il loro minimo storico. E da un partito che non sa fare altro che auto-distruggersi non c’era niente di differente da aspettarsi. Il sondaggio mette in evidenza come una ipotetica coalizione di centrosinistra, oggi, prenderebbe il 17% (meno del 18% ottenuto dal Pd lo scorso marzo). E i democratici, nel dettaglio, otterrebbero il 15% dei consensi: minimo storico, appunto. Dunque, un 1,5% andrebbe ad Europa con Bonino e il restante 0,5% ad “altri di centrosinistra”.
Scandalo pensioni d'oro, indovinate chi c'è al primo posto con la mostruosa cifra di 31.411 EURO al mese?
Tito Boeri ha lanciato l’allarme: “I vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati”. Si risparmierebbero circa 76 milioni l’anno se si portassero le pensioni dei parlamentari a valori normali, applicando il sistema contributivo si avrebbe un risparmio di circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni (oltre 100 milioni all’ anno). Il meccanismo dovrebbe essere applicato non solo ai parlamentari ma anche ai consiglieri regionali.
L’elenco – Il quotidiano Il Tempo in edicola oggi, pubblica di queste pensioni d’oro, fa i nomi e i cognomi dei parlamentari super fortunati. Luciano Violante percepisce un vitalizio di 9.363 euro al mese,Giuliano Amato arriva a 31.411 euro al mese, Walter Veltroni ogni mese incassa 5.373, Massimo D’ Alema appena 90 euro in meno del suo storico rivale. Percepisce il vitalizio anche l’ ex presidente della CameraGianfranco Fini (5.614 euro). Poi Prodi (2.864), Rodotà (4.684) e Franco Marini (5.800 Irene Pivetti dal 2013, ovvero da quando aveva solo 50 anni, percepisce 6.203 euro al mese. Alfonso Pecoraro Scanio, deputato dal 1992 al 2008, riceve 8.836 euro al mese da quando aveva 49 anni. A Vittorio Sgarbi per essere rimasto in carica per 4 legislature riceve 8.455 euro. Rosa Russo Iervolino, parlamentare per oltre 20 anni e più volte Ministro, riceve mensilmente il suo assegno da circa 5400 euro netti. Pensionata a 41 anni e con un assegno di 8.455 euro: accade a Claudia Lombardo, definita Miss Vitalizio d’ oro. Gianni De Michelis, percepisce 5.800 euro netti al mese
L’elenco – Il quotidiano Il Tempo in edicola oggi, pubblica di queste pensioni d’oro, fa i nomi e i cognomi dei parlamentari super fortunati. Luciano Violante percepisce un vitalizio di 9.363 euro al mese,Giuliano Amato arriva a 31.411 euro al mese, Walter Veltroni ogni mese incassa 5.373, Massimo D’ Alema appena 90 euro in meno del suo storico rivale. Percepisce il vitalizio anche l’ ex presidente della CameraGianfranco Fini (5.614 euro). Poi Prodi (2.864), Rodotà (4.684) e Franco Marini (5.800 Irene Pivetti dal 2013, ovvero da quando aveva solo 50 anni, percepisce 6.203 euro al mese. Alfonso Pecoraro Scanio, deputato dal 1992 al 2008, riceve 8.836 euro al mese da quando aveva 49 anni. A Vittorio Sgarbi per essere rimasto in carica per 4 legislature riceve 8.455 euro. Rosa Russo Iervolino, parlamentare per oltre 20 anni e più volte Ministro, riceve mensilmente il suo assegno da circa 5400 euro netti. Pensionata a 41 anni e con un assegno di 8.455 euro: accade a Claudia Lombardo, definita Miss Vitalizio d’ oro. Gianni De Michelis, percepisce 5.800 euro netti al mese
Juncker, l’infame insulto ai nostri Ministri: così sputa sul Governo Conte l’ubriacone di Bruxelles
Altri insulti di Jean-Claude Juncker all’Italia e al suo governo. Il presidente della Commissione europea infatti afferma che “un certo numero di ministri italiani sono dei bugiardi”, poiché mentono ai cittadini sul sostegno all’Italia dell’Unione europea. Juncker aggiunge: “Abbiamo dato 130 miliardi all’Italia. Il piano-Juncker ha generato investimenti dell’ordine di 63,3 miliardi. I fondi strutturali, sostegno europeo per rinvigorire l’economia, sono più di 44 miliardi”. Così in un’intervista al network radiofonico Euranetplus, ricordando anche le risorse per la crisi migratorie che ammontano a circa 1 miliardo. E ancora: “Nel complesso il sostegno europeo all’Italia si attesta a 130 miliardi di euro. C’è un italiano, uno solo che lo sa? No, perché un certo numero di ministri italiani dicono il contrario. Sono dei bugiardi – ha attaccato – dei bugiardi”. Altri insulti poco dopo il faccia a faccia con Giuseppe Conte: incontro molto atteso all’indomani dell’allarme lanciato dall’Ocse sui rischi di recessione per l’Italia. Ma non è finita, perché dopo la comparsata in studio da Fabio Fazio a Che tempo che fa, Juncker torna a ‘gufare’ sul Belpaese: “Sono leggermente preoccupato per il fatto di vedere che l’economia italiana continua a regredire e auspico che le autorità italiane facciano sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita italiana”, ha concluso mister Europa.
lunedì 1 aprile 2019
++ PACCO BOMBA CONTRO CHIARA APPENDINO. GUARDATE COSA STA SUCCEDENDO
Il plico indirizzato alla sindaca ha fatto scattare l’intervento degli artificieri della polizia a Palazzo Civico. All'interno un congegno rudimentale, con una pila, dei fili e della polvere. Le analisi stabiliranno se poteva esplodere
Un congegno rudimentale, con una pila, dei fili e della polvereche, forse, poteva esplodere. E una scritta in stampatello su un foglio bianco attaccato al plico, a indicare il mittente: “Scuola A. Diaz. Via C. Battisti 6, 16145 Genova”, nota per le torture della polizia durante il G8. È questo il contenuto di un plico sospetto di piccole dimensioni indirizzato alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha fatto scattare l’intervento degli artificieri della polizia a Palazzo Civico e sospeso la seduta del consiglio comunale. L’intervento degli artificieri è durato un paio d’ore e ora saranno ulteriori analisi a stabilire se il congegno artigianale contenuto nella busta poteva esplodere oppure no. Alla notizia del ritrovamento della busta, che ha fatto scattare la messa in sicurezza del Municipio da parte della polizia municipale, si è recato in Comune anche il questore, Francesco Messina. “Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza alla sindaca ribadendo che, nonostante le ripetute minacce, è opportuno che le istituzioni rispondano compatte respingendo con determinazione questi atti vigliacchi e intimidatori”, ha scritto su Facebook il segretario del Pd di Torino e il capogruppo Dem in Consiglio comunale, Mimmo Carretta eStefano Lo Russo.
Un congegno rudimentale, con una pila, dei fili e della polvereche, forse, poteva esplodere. E una scritta in stampatello su un foglio bianco attaccato al plico, a indicare il mittente: “Scuola A. Diaz. Via C. Battisti 6, 16145 Genova”, nota per le torture della polizia durante il G8. È questo il contenuto di un plico sospetto di piccole dimensioni indirizzato alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha fatto scattare l’intervento degli artificieri della polizia a Palazzo Civico e sospeso la seduta del consiglio comunale. L’intervento degli artificieri è durato un paio d’ore e ora saranno ulteriori analisi a stabilire se il congegno artigianale contenuto nella busta poteva esplodere oppure no. Alla notizia del ritrovamento della busta, che ha fatto scattare la messa in sicurezza del Municipio da parte della polizia municipale, si è recato in Comune anche il questore, Francesco Messina. “Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza alla sindaca ribadendo che, nonostante le ripetute minacce, è opportuno che le istituzioni rispondano compatte respingendo con determinazione questi atti vigliacchi e intimidatori”, ha scritto su Facebook il segretario del Pd di Torino e il capogruppo Dem in Consiglio comunale, Mimmo Carretta eStefano Lo Russo.
“Sono felice di tornare per voi…” il nuovo delirio di Renzi: da sbellicarsi dal ridere
Nessuna scissione nel Pd, perché Matteo Renzi sceglie un’altra strada… Quella della libreria: Un’altra strada è infatti il titolo dell’ultima fatica editoriale dell’ex premier, che ormai da mesi si sta dedicando a progetti personali come quello del docufilm su Firenze andato in onda (con scarsissimo successo di share) su Canale 9.
“Vi piace? – scrive su Instagram l’ex rottamatore, apparentemente indifferente rispetto alle primarie fratricide dei dem -. Sono felice di tornare ad abbracciare tanti di noi nelle presentazioni”. Spera che le “nuove idee per l’Italia” possano garantirgli quel bagno di folla che gli è sempre mancato in questi mesi, tra Feste dell’Unità semideserte, ascolti risibili e fuggi-fuggi politico. Il libro uscirà il prossimo 14 febbraio: sarà interessante indagare non tanto le vendite, quanto la reazione dei supporter renziani nelle librerie dove Matteo si fermerà per firmare gli autografi.
SOLDI DA UN DELINQUENTE: PADOAN, ARRIVA LA FINANZA! Così finanziava la campagna elettorale il burattino della massoneria bancaria
Si muove la Guardia di Finanza per fare luce su un finanziamento sospetto usufruito dall’ex ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan proveniente dall’imprenditore Antonio Moretti, agli arresti domiciliari dal 26 novembre con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’autoriciclaggio. Nel mirino dei finanzieri, riporta il Fatto quotidiano, un appuntamento elettorale – Padoan alle ultime elezioni si è candidato nel collegio di Siena – che si è tenuto a Foiano della Chiana il 22 febbraio scorso. Il sospetto è che in quell’incontro fu proprio Moretti a pagare il catering.
Nessuno dei due, né Padoan né Moretti, è indagato. Ma è intorno a loro che ruota l’indagine: nell’informativa la Gdf sottolinea il “presunto avvicinamento” di “Moretti – direttamente o per il tramite della compagna Paola Santarelli (anche lei non indagata, ndr) – nei confronti di alcuni esponenti di istituzioni pubbliche”. Tra questi, Padoan e l’avvocato Giuseppe Fanfani, ex sindaco di Arezzo e all’ epoca membro laico del Csm”.
P
Borse, spread e disoccupazione? Tutti muti, aveva ragione Savona: i gufi maledetti smentiti dai numeri reali
Manovra, Borse in ripresa e spread sotto 270. L’Istat: l’occupazione torna a crescere
I dati vanno tutti in direzione di un trionfo della linea di Matteo Salvini e Paolo Savona al governo. Dopo il venerdì nero seguito all’approvazione della nota di aggiornamento del Def, oggi lunedì primo ottobre Piazza Affari segna un +1% e prosegue in stabile rialzo. La Borsa di Milano procede in territorio positivo in linea con gli altri listini del Vecchio Continente mentre i futures americani sono in rialzo dopo l’accordo tra Usa-Canada-Messico. Frena lo spread tra Btp e Bund che si attesta a 269 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,18%.
Savona lo aveva detto: il deficit al 2,4 per cento è sostenibile, il debito scenderà grazie al Pil destinato a crescere del 3%. “È ragionevole pensare”, aveva spiegato il ministro, “che nel solo 2019 si possa raggiungere un aumento degli investimenti nell’ordine di almeno l’1 per cento di Pil, di cui la metà su iniziativa dei grossi centri produttivi di diritto privato dove lo Stato ha importanti partecipazioni”. Ora Claudio Borghi commenta: “Nel caminetto della Borsa stanno ricomponendosi i miliardi in precedenza bruciati”.
E mentre le Borse aprivano l‘Istat ha comunicato gli ultimi dati sull’occupazione:dopo il calo dei due mesi precedenti, la stima degli occupati ad agosto 2018 torna a crescere (+0,3% su base mensile, pari a +69 mila unità), col tasso di occupazione che raggiunge il 59 per cento. La crescita dell’occupazione rispetto a luglio, indica l’istituto, riguarda donne e uomini e si distribuisce tra le persone maggiori di 25 anni.
Nell’ultimo mese si stima una crescita dei dipendenti: i permanenti recuperano parzialmente il calo dei due mesi precedenti (+50 mila a 14,9 milioni, +0,3%), quelli a termine continuano a crescere (+45 mila a 3,14 milioni, +1,5%), mentre calano gli indipendenti (-26 mila a 5,32 milioni, -0,5%). Nei dodici mesi la crescita occupazionale si concentra fortemente tra i lavoratori a termine (+12,6%, +351 mila), in lieve ripresa anche gli indipendenti (+0,2%, +11 mila), mentre calano i dipendenti permanenti (-0,3%, -49 mila).
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