martedì 28 marzo 2017

Zero tasse, mare e prezzi "ridicoli". Addio Italia: c'è il paradiso a 2 ore

Niente tasse sulla pensione per i primi 10 anni se si diventa «residenti non abituali». È questa l’arma con cui il Portogallo ha attratto in questi anni migliaia di pensionari europei. Le regole sono semplici: basta vivere 183 giorni l’anno nel paese necessari per assumere lo status di «residente non abituale» e il gioco è fatto: per dieci anni la pensione è esentasse. L’Inps l’accredita lorda, come previsto dagli accordi bilaterali. E l’erario locale non effettua alcun prelievo.

Guadagna Lisbona (50mila aderenti al programma portano 2 miliardi di Pil l’anno, dice un report Deloitte). È felice il diretto interessato (mille euro netti di pensione italiana possono lievitare a 1.300 sulle rive dell’Atlantico). Il piano portoghese, pensato come una medicina contro l’austerità grazie all’arrivo di clienti di buon reddito viaggia a gonfie vele. Gli inglesi sono arrivati a centinaia. A fine 2015 oltre 5mila francesi, terrorizzati dalle tasse sul lusso di Francois Hollande, si trasferiranno verso sud nella nuova Terra Promessa previdenziale. E l’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, a Lisbona pochi mesi fa per una serie di conferenze, ha avuto la sorpresa di esser accolto da una pattuglia di giornalisti emigrati dopo la pensione sulle rive del Tago.

Non c’è da meravigliarsi: grazie alle agevolazioni la pensione può crescere del tutto legalmente del 30%. L’Inps accredita l’importo lordo, come previsto dagli accordi bilaterali. E l’erario locale non effettua alcun prelievo. E così, complice il passaparola cresce il numero degli interesstai all’esilio (quasi dorato) tra Oporto e Cascais.

«Attualmente riceviamo 20-30 richieste di chiarimenti al mese», rivela Marcello Menichetti della Camera di Commercio Italia-Portogallo. Ma l’appeal cresce, grazie alle testimonianze. «Io sono rinata - racconta Luisa Gaiazzi, 63enne ex impiegata - . A Roma con i miei 840 euro al mese faticavo a far quadrare i conti. In Portogallo, a parte la lingua su cui fatico un po’, mi sento una signora». I suoi 840 euro sono diventati 1.150. Non solo: «D’affitto pago il 25% in meno per un bilocale identico a quello che avevo al Prenestino, il paese è sicuro, la gente accogliente, il caffè costa 60 centesimi al bar».

E la cucina, tra baccalà e scaloppine al Madera, non fa rimpiangere troppo i sapori di casa. Anche perché, sia a Porto che a Lisbona, non mancano caffé e ristoranti made in Italy di buon livello.

Un vero affare, per giunta low cost. Le procedure d’espatrio costano attorno ai 400 euro, consulenza legale inclusa. Per ottenere il codice fiscale è sufficiente presentare un contratto d’affitto o l’impegno all’acquisto di una casa. Poi basta aspettare qualche settimana per completare le pratiche in Italia. Per la rabbia di Tito Boeri, il presidente dell’Inps che già da un po’ di tempo medita di tagliare la parte non contributiva della pensione.

Travaglio entra in studio e smaschera il complotto della stampa italiana contro V.Raggi




DI BATTISTA BOOM! NON SE LO ASPETTAVA NESSUNO, HA LASCIATO TUTTI A BOCCA APERTA

GUARDATE QUESTO SIMBOLO...VI RENDETE CONTO?
Io un tempo votavo il PD. Poi li ho capiti e mi sono disintossicato in tempo. Li ho conosciuti in Parlamento, alcuni sono anche bravi, ci sono persone oneste ma sono accecati dal potere, dalle poltrone (con i privilegi che ne conseguono) e sono terrorizzati dall'avanzata del M5S, una forza politica che, piaccia o non piaccia, va da sola, candida incensurati, non deve portare risultati a lobbisti o potentati locali, non ha sedi, rinuncia a milioni di euro di finanziamento pubblico e di stipendi immorali.
Dal giorno in cui siamo entrati il PD ha pensato esclusivamente a come salvare se stesso non a come salvare gli italiani in difficoltà. Hanno rieletto Napolitano (con Berlusconi), hanno fatto un governo con Alfano, Verdini, Lupi, Gasparri. Poi FI, per paura di scomparire, ha fatto finta di passare all'opposizione ma sono sempre loro e sono sempre d'accordo e proveranno a stare insieme anche al prossimo giro se il M5S non dovesse arrivare al 40%. Ci hanno detto che il governo con Alfano era una dura necessità perchè al Paese servivano le riforme (avete visto che oscene riforme hanno fatto). E oggi, per l'ennesima volta, si smascherano.
Questo è il simbolo con il quale il PD, con Alfano, si presenterà a Palermo alle prossime elezioni. Cambiano i simboli, scendono a compromessi con la coscienza, con “portatori di voti” e faranno sempre di più. Ci infangheranno, ci calunnieranno, proveranno ad ingannarvi prendendo le nostre idee (senza mai realizzarle). Le proveranno tutte. Soprattutto proveranno a spaventarvi ma solo per una ragione, perché lorsignori sono terribilmente spaventati!
Noi non molleremmo mai, io non mollerò mai. Voglio uscire dal “palazzo” con la certezza di avercela messa tutta per lasciare il Paese più pulito di come l'abbiamo trovato. Domenica sarò, ancora una volta, in piazza a Polignano a Mare. Venite con noi. Serve una scossa, serve partecipazione noi da soli non ce la facciamo. A riveder le stelle!


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Caso firme Raggi, il notaio che ha autenticato il documento: “Procedura regolare, testo valido”

Massimiliano Ebner ha messo la firma sull'atto unico che dichiarava il numero di nominativi a sostegno della candidatura della sindaca dei 5 stelle. Anche se la raccolta è avvenuta quattro giorni dopo, il valore del provvedimento non viene inficiato

“La procedura è avvenuta in maniera corretta. L’autentica della firma riguarda l’identità della persona che sottoscrive. E se si aggiungono dei dati successivamente, l’autentica non perde il suo valore”. Massimiliano Ebner è il notaio che ha autenticato la firma sul documento datato 20 aprile 2016, che il M5s Roma ha poi consegnato all’ufficio elettorale per la presentazione della lista alle scorse elezioni amministrative, culminate con l’elezione di Virginia Raggi a sindaco di Roma. Una denuncia del capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato, ripresa da un servizio della trasmissione Mediaset Le Iene andato in onda domenica 26 marzo, poneva dubbi sulla validità dell’atto perché il numero delle firme – raccolte 4 giorni dopo – era stato apposto successivamente, come ammesso dallo stesso partito. Nella giornata di ieri è spuntata una sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia, confermata dal Consiglio di Stato, che di fatto autorizzerebbe questo tipo di “post-datazione”. Sempre ieri, ilfattoquotidiano.it ha riportato la testimonianza del notaio Ebner, che non ricordava i particolari della vicenda. Oggi il professionista ha ricontattato la redazione per ricostruire i dettagli del caso.


Notaio Ebner, allora lei era presente o no all’autenticazione richiesta dal M5s?
Certo che ero presente, sono andato a controllare, ricordo anche il giorno. C’è la mia firma, ero io, e ci mancherebbe pure! E’ nelle altre procedure, ovvero alle firme che hanno preso i cancellieri, che io non ero presente.
Ci aiuti a capire: la procedura è avvenuta in maniera corretta o no? Quel documento è un falso oppure no?
Per quello che è di mia competenza è avvenuto tutto regolarmente, l’autentica è stata fatta in maniera corretta, quindi quel documento è valido.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/28/caso-firme-raggi-il-notaio-che-ha-autenticato-il-documento-procedura-regolare-testo-valido/3482455/

Marianna Madia, la vergogna della sua laurea: la scoperta che la travolge. E ora..

Quando in Germania nel 2013 hanno scoperto che la ministra dell'Istruzione del governo Merkel, Annette Schavan, aveva copiato la sua tesi di laurea nel 1980, lo scandalo ha costretto la politica a rassegnare le dimissioni senza tentennamenti. Due anni prima era toccato al ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg. Ne sono poi seguiti decine tra politici e altri ministri. Il caso potrebbe ripetersi in modo ben più eclatante in Italia, secondo quanto scoperto dal Fatto quotidiano sulla tesi della ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. A fine 2008 la ministra ha conseguito il dottorato alla Scuola Imt di Alti Studi di Lucca con una tesi intitolata: "Essays on the Effects of Flexibility on Labour Market Outcome". Su 94 pagine, escluse biografia oltre che figure e tabelle, ben 35 sono piene zeppe di frasi e passaggi interamente copiati da altri testi accademici, circa 4 mila parole prese da altri senza che venissero mai citate le fonti.
Il testo è disponibile online sul sito ufficiale dell'Imt, è sufficiente usare uno dei software a disposizione anche dei docenti dello stesso istituto per scoprire che, ad esempio, in tre sottocapitoli ci sono rispettivamente il 40%, il 56% e il 79% di contenuti copiati da altri autori. Altre pagine, aggiunge l'inchiesta del Fatto, sarebbero una sorta di collage di più articoli frutto del lavoro di diversi autori. In queste pagine non c'è traccia di virgolette, altre contengono passaggi presi dagli originali e adattati in poche parole sostituite con dei sinonimi. Quest'ultima, secondo il prof. Gherard Dannemann, membro del Vroniplag che ha analizzato le tesi di politici e docenti tedeschi, è una tecnica nota che spesso indica l'intenzione di copiare senza citare ed è chiamata "shake and paste".
Nel testo della Madia emerge anche un'altra tecnica riconosciuta dai cacciatori di plagi definita pawn sacrifice, "l'arte del concedere poco, per nascondere molto". In questo caso la citazione c'è, ma si riferisce ai primi passaggi. Seguono poi centinaia di parole la cui parternità resta abbastanza ambigua da poter essere attribuita all'autore della tesi.
Come accaduto nel più famoso caso tedesco, di norma nel mondo accademico la prima contromisura nel caso di riscontro del plagio è quello di revocare il titolo accademico. In Italia ci sarebbe anche la legge 475 che punisce con pene fino a tre anni di reclusione chi "in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado (...) presente, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri".

Fonte

LIBERO

lunedì 27 marzo 2017

“LADRO E MAFIOSO! CHI VOTA PER TE E’ UNO STRONZO”: DEL RIO MASSACRATO DA UN PASSANTE DURANTE UN BANCHETTO DEL PD




Il ministro Graziano Delrio contestato a Reggio Emilia al banchetto per il sì al referendum costituzionale
REGGIO EMILIA. Impegnato nella sua Reggio Emilia, al banchetto per la promozione del sì referendum costituzionale di ottobre, il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio è stato duramente contestato da un cittadino di origini napoletane. In un primo momento Delrio ha provato a ribattere colpo su colpo al contestatore ma quando il clima si è surriscaldato, ha fatto un passo indietro lasciando decadere la “conversazione”

“ITALIANI SVEGLIATEVI! I SOLDI CI SONO, MA I PARASSITI SE LI MANGIANO IN OPERE INUTILI”: CORONA IN DIRETTA TV SMASCHERA LE BALLE DELLA CASTA LADRONA


CORONA: TERREMOTO, I SOLDI CI SONO, MA I... di bigcocomero

È la politica malata che li usa per i propri interessi e lascia i cittadini in disgrazia. Io la penso come lui, voi?