lunedì 4 giugno 2018

SE TUTTI CONDIVIDIAMO QUESTO VIDEO ALL'ISTANTE, IL PD DOVRA' ANDARSI A NASCONDERE






Destra e Sinistra si sono sempre dati da fare per contrastare le indagini e i processi sulla corruzione.
Le parole di Piercamillo Davigo poco fa al convegno M5S "Questioni e visioni di giustizia"

Ha poi anche aggiunto : 

“Ho dato dimostrazione nella vita che non sono interessato alla politica. Mi occupo di politici quando rubano. Ritengo che i magistrati non siano capaci di farla. Ministro della Giustizia? Non lo farò“. Così, a margine di un convegno organizzato dal M5s alla Camera, l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo ha escluso una sua candidatura, dopo i retroscena che lo indicavano tra i possibili candidati alle primarie online del M5s o ipotizzavano un suo ruolo come possibile Guardasigilli nell’eventuale squadra di governo pentastellata. “Ministro della Giustizia? A parte che non lo farò, non capisco perché tutti lo vogliono fare visto che non dovrebbe contare niente perché è ministro senza portafoglio e che non dovrebbe spostare o nominare nessuno”, ha affermato il magistrato. La platea era però in disaccordo con Davigo quando, alla domanda della giornalista Liana Milella se intendesse impegnarsi in prima persona in politica, Davigo ha escluso questa possibilità. Con tanto di standing ovation durante il suo intervento.

COLPO GROSSO DEL M5S! TAGLIATO UNO SCANDALOSO PRIVILEGIO AI PARASSITI DELLA CASTA. GUARDATE DI CHE PARLIAMO

Grazie al M5S, è finita la pacchia di Casta crociere

In pratica, la Camera dei Deputati nelle sue mille voci di bilancio ne aveva una che prevedeva i "rimborsi di viaggio agli ex parlamentari". Soldi vostri (sia chiaro) con cui la Casta offriva graziosamente treni e aerei ai suoi ex membri, per godersi sì la meritata pensione ma sempre e come d'abitudine a scrocco.
Ebbene, ci sono voluti due anni e rotti ma alla fine l'hanno capita: ieri, grazie ad un emendamento a prima firma Luigi Di Maio, finalmente la Camera ha approvato lo stop a questo sconcio che costava al contribuente 900 mila euro l'anno. E i parlamentari in carica, grazie ad un altro emendamento di Edera Spadoni, voleranno in classe economy invece di sperperare quattrini in prima classe.
E' la fine della Casta Crociere: se il pensionato (d'oro) ex parlamentare vuol farsi la vacanza, o se il deputato in carica vuol viaggiare stile sceicco, che se lo paghino coi soldi loro.


Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2015/08/grazie-al-m5s-e-finita-la-pacchia-di-casta-crociere.html

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DI MAIO HA DATO L'ANNUNCIO CHE TUTTA L'ITALIA STAVA ASPETTANDO. E' UFFICIALE: IL M5S FA LA STORIA

di Luigi Di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro
Ciao a tutti, buongiorno! Ci tenevo a raccontarvi la mia prima giornata al Ministero del Lavoro. Stamattina ho voluto iniziare l’insediamento al Ministero del Lavoro incontrando i riders. Sono quei ragazzi che lavorano nell’ambito della gig economy e che, banalmente, nel caso del food delivery, portano il cibo a casa delle persone.
Conoscete molte di queste piattaforme, ma dietro quelle app ci sono ragazzi che, a volte con lavoro a cottimo, girano le città in bicicletta e per pochi euro al giorno portano pietanze a casa nostra.
È un modello di economia che sta avanzando sempre di più solo che, queste persone a volte hanno un’assicurazione minima o non ce l’hanno proprio. Hanno degli stipendi da pochi euro all’ora, due euro all’ora, tre euro all’ora non hanno a volte neanche un contratto di lavoro e prendono anche molti rischi.
Abbiamo visto, per esempio, il caso di uno di questi rider di Milano che ha perso una gamba mentre lavorava, per colpa di una buca, per un problema di fondo stradale.
Li ho voluti incontrare, quello che vien fuori è che prima di tutto questi ragazzi sono il simbolo di una generazione abbandonata, che è quella generazione vittima di tante leggi del precariato insieme al fatto che i lavori cambiavano.
Cioè c’erano leggi che precarizzavano il lavoro sempre di più e intanto alcuni lavori sfuggivano proprio dalle leggi che regolarizzavano i rapporti di lavoro, li normavano, li rendevano ancora più precari.
È la storia della nostra generazione, una generazione che ha visto cambiare tutto intorno a sé nel giro di meno di 10 anni. Io ho aperto le porte del Ministero e abbiamo fatto una riunione informale, ci rivedremo tra una settimana e dobbiamo trovare una soluzione.
Chi lavora deve avere dei diritti minimi, chi lavora deve avere un salario minimo garantito al di sotto del quale non puoi esser pagato.
Una cifra in euro precisa per ogni ora di lavoro, al di sotto del quale non puoi pagare una persona, perché altrimenti è sfruttamento, perché altrimenti la stai mettendo in competizione con una macchina, ma la macchina non ha le esigenze di un essere umano.
È stato un primo passo tra un po’ andrò al Ministero dello Sviluppo Economico, che è dall’altra parte della strada, qui siamo al Ministero del Lavoro. Invece lì incontrerò gli imprenditori del Drappo Bianco, che sono imprenditori della Brianza che portano avanti tante battaglie per gli imprenditori, ma soprattutto difendono quelli a cui è stata pignorata la casa, quelli a cui lo Stato non paga il dovuto e i lavori che sono stati fatti da questi imprenditori con cui lo Stato ha debiti.
È una giornata importante, perché non ho ancora composto tutti gli staff, non ho ancora incontrato tutti i dipendenti e li incontrerò dopo, li saluterò.
Ma dobbiamo metterci subito al lavoro, perché si è perso già troppo tempo per le nuove generazioni in Italia e voglio dirvi che io sono aperto a dialogare con tutti, con gli enti locali, gli enti territoriali, le varie sigle di rappresentanza, quelle convenzionali e quelle che stanno nascendo e se servirà lavoreremo notte e giorno per migliorare la qualità della vita di chi lavora e di chi dà lavoro.
Questa è un’occasione unica, non possiamo perder tempo.

Terremoto a Roma! Grazie a una denuncia del M5S, scoperta una truffa faraonica dal valore di 14 milioni di euro

Una truffa da oltre 14 milioni di euro ai danni della Regione Lazio, del Comune di Roma e di circa 76 cittadini, soci di 3 cooperative nel Piano di Zona B50 'Monte Stallonara' di edilizia agevolata. Per questo motivo stamane, su disposizione del Gip Costantino De Robbio, sono scattati i sequestri di 37 conti correnti, 17 quote azionarie e 53 proprietà immobiliari nel Lazio e in Toscana appartenenti a 6 persone (4 uomini e 2 donne) componenti i consigli di amministrazione di quattro cooperative romane e diverse società, tutti indagati per truffa con il concorso di un dirigente e un funzionario di Roma Capitale, indagati per abuso d'ufficio.
Posti sotto sequestro, a scopo preventivo per la tutela delle vittime delle truffe, anche i tre edifici delle cooperative per la gestione delle quali è stato nominato un amministratore giudiziario.

Le indagini sono state avviate dopo un esposto del consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Fabrizio Santori sulle mancate opere di urbanizzazione e della parlamentare del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, sulle responsabilità del mancato controllo da parte dei funzionari comunali.
"Sono molto soddisfatto dell'esito dell'inchiesta", afferma Santori, che però avverte: "In tutta Roma ci sono almeno sette altre situazioni simili sotto indagine. Roma Capitale e la Regione Lazio devono impegnarsi a tenere sotto osservazione queste realtà, verificando lo sviluppo di piani di urbanizzazione primaria a tutela dei romani e di un territorio su cui si è speculato in maniera ignobile in passato solo per fare profitto, a volte truffando ignari cittadini come accaduto a Monte Stallonara".
Secondo l'inchiesta, durata tre anni e affidata alla sezione di polizia giudiziaria dalla Polizia Locale, diretta dalla dottoressa Rosa Mileto, i consigli di amministrazione di tre cooperative ('Acli Castelli Romani Terza', 'Acli Castelli Romani Seconda' e 'Il Nido'), formati sempre dagli stessi indagati, dopo aver beneficiato di finanziamenti (circa 3 milioni e mezzo di euro dalla Regione) e concessioni di enti pubblici (i terreni dal Comune di Roma), vincolati alla costruzione di appartamenti da dare in locazione o vendita a condizioni di favore per soggetti meno abbienti, hanno gonfiato gli affitti, raddoppiato i costi di vendita degli immobili e fatto sparire i finanziamenti pubblici ricevuti.
Il meccanismo era semplice. Secondo quanto emerso dall'inchiesta, per aggirare la normativa gli indagati hanno creato una quarta cooperativa, la 'Monte Stallonara', nella quale hanno fatto confluire tutti i soci delle altre tre cooperative per poter giustificare la vendita degli appartamenti ai soci costruttori a oltre 13 milioni e 600mila euro, circa il doppio rispetto ai circa 7milioni e 900mila dovuti per il costo di una sola edificazione e dichiarato alla Regione per poter ottenere il finanziamento pubblico.
Un finanziamento erogato dalla Regione proprio per abbassare i costi totali della nuova edificazione e consentire così ai soci della cooperativa di pagare solo circa 4milioni e 400mila euro per la nuova edificazione. Ma i soci per l'acquisto della casa, non solo non hanno beneficiato delle agevolazioni ma si sono ritrovati anche a dover versare un mutuo alle banche per un ammontare totale di 9milioni e 750mila euro.
I soldi venivano poi fatti girare e sparire dalle casse delle cooperative, con la motivazione di ulteriori prestazioni di servizi, all'interno di società e consorzi sempre intestati agli stessi indagati in una sorta di scatola cinese. Una truffa in piena regola, realizzata anche grazie all'aiuto di un dirigente e di un funzionario del Comune di Roma che, abusando del loro potere, facevano 'passare' i prezzi di cessione, accontentandosi della semplice dichiarazione dei consigli di amministrazione, mentre sarebbe stato invece necessario che i prezzi di cessione fossero approvati e deliberati dagli stessi soci delle cooperative.
"Bene l'intervento della magistratura sul piano di zona di Monte Stallonara ma ora chiediamo l'intervento immediato del Comune di Roma affinché per gli altri piani di zona su cui deve vigilare, vigili contestando le violazioni e applicando le sanzioni previste", dice all'Adnkronos l'avvocato Vincenzo Perticaro, che ha inoltrato l'esposto denuncia che ha portato oggi all'intervento della magistratura. "Ci sono 28 denunce per 28 piani di zona - afferma Perticaro - e l'ente che doveva vigilare in primis era il Comune. Stiamo parlando di un danno erariale enorme. Ora chiediamo al Campidoglio di revocare le convenzioni con chi ha disatteso gli accordi acquisendo il patrimonio immobiliare in modo da tutelare i cittadini".

Fonte: http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2017/01/16/roma-truffa-milioni-comune-regione-sequestrati-palazzi-azioni-conti-correnti_2lpu7nilR50qWK5OYyledL.html
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“Ma vergognati, rosicone! Vedere la tua faccia…” strepitoso Mario Giordano, così demolisce il galoppino di Renzi che spara le solite litanie contro il nuovo governo

                                                           “Che spettacolo vedere la faccia stupita dei cosiddetti rosiconi“, sbotta Mario Giordano ospite da Myrta Merlino a L’aria che tira, su La7. “Da che pulpito”, ribatte Gennaro Migliore. Tra il giornalista e il deputato Pd sono volati gli stracci. Giordano lo accusa sulla commissione sull’immigrazione da lui presieduta durante l’esecutivo di Matteo Renzi dopo il giuramento del governo Lega-M5s:“Lei non ha fatto una beata mazza. E io mi sono permesso di denunciare situazioni in cui lei non interveniva, si vergogni”. “Lei è un giornalista di parte. Lei non ride, ghigna”, lo insulta Migliore.

domenica 3 giugno 2018

Bongiorno: “Voglio la legittima difesa. Chi entra in casa per uccidere deve sapere che io posso reagire”

In un’intervista al Corriere della Sera, l’avvocato Giulia Bongiorno ha spiegato di sentirsi molto in linea con le idee di Matteo Salvini: “Pensavo di non poter parlare con lui. Poi a livello di contenuti ho capito che c’è piena condivisione. Se ci fermiamo all’apparenza, Salvini fa paura. Se guardiamo i contenuti, è stato un apripista perché ha segnalato molti pericoli e poi gli altri se ne sono resi conto”.
Anche l’avvocato Giulia Bongiorno aveva paura di Salvini prima di trovarsi a tu per tu con il leader del Carroccio. Parlando della sua candidatura alle prossime elezioni politiche del 4 marzo al Corriere della Sera, l’avvocato Bongiorno ha spiegato: “Anche io all’inizio avevo paura di Salvini. Pensavo di non poter parlare con lui. Poi a livello di contenuti ho capito che c’è piena condivisione. Se ci fermiamo all’apparenza, Salvini fa paura. Se guardiamo i contenuti, e io che lo conosco dal 2015 posso dirlo, è stato un apripista perché ha segnalato molti pericoli e poi gli altri se ne sono resi conto. Io con lui ho parlato di donne, di natalità: e da parte sua c’è stata umiltà e voglia di capire. Se avessi pensato che era un razzista, avrei fatto un’altra scelta. Questo è chiaro”.
Bongiorno racconta di essersi convinta ad accettare l’offerta del Carroccio proprio andando “oltre le apparenze”: “Salvini è una persona che può fare le cose. Ho incontrato politici che non avevano idee precise. Lui le ha. E poi su sicurezza, immigrazione e tanto altro la pensiamo allo stesso modo. Non è il rozzo ignorante che parla a vanvera”.
Tra le battaglie che Bongiorno mira a combattere a fianco di Matteo Salvini c’è quella della legittima difesa: “Chi scelga di entrare in una casa altrui per violentare o per uccidere deve accettare le conseguenze. E chi è aggredito deve poter reagire. In molti stati europei lo stato di ansia e di paura che genera un’intrusione in casa legittima sempre la difesa. Vorrei questa cosa anche in Italia. Oggi chi reagisce sa bene che può finire come minimo indagato, se non andare a processo e spendere molti soldi per difendersi”.
Per quanto riguarda l’immigrazione, invece, Bongiorno ha spiegato: “Credo che molti di questi flussi migratori portano in italia molti uomini che reputano le donne soggetti inferiori. Chi è in difficoltà va accolto. Se ci sono persone che sono in regola, io le aiuto e lo ospiterei anche. Se c’è il furbetto, lo evito: non possiamo certo accogliere tutti i clandestini e gli irregolari”.

“Tagliare i vitalizi non è simbolico, si risparmiano 150 milioni all’anno”. La benedizione del Presidente Boeri sul taglio dei vitalizi

Il presidente dell'Inps ospite di Lucia Annunziata a In mezz'ora in più sottolinea la necessità di un ricalcolo contributivo. Poi le critiche alla precedente Camera: "Scandaloso che non ci abbia fornito i dati sui contributi versati dai singoli parlamentari"


I vitalizi non sono una battaglia “solo simbolica“, anzi si parla di “risparmi importanti, nell’ordine dei 150 milioni l’anno“. Ed è “scandaloso” che la Camera della vecchia legislatura “non ci abbia fornito i dati sui contributi versati dai singoli parlamentari”. È lo sfogo di Tito Boeri, presidente dell’Inps, ospite di Lucia Annunziata a In mezz’ora in più su Rai 3. Per questo ha scritto una lettera all’attuale presidente della Camera Roberto Fico che però non ha ancora ricevuto risposta. Boeri ha parlato anche della riforma Fornero – “abolirla aumenterebbe il debito pensionistico di 85 miliardi” – e del redditto di cittadinanzache invece a suo parere ne costa “fino a 38, se vogliamo essere più ottimisti 35”.
Con un ricalcolo contributivo dei vitalizi che i parlamentari italiani si sono dati, “ci sarebbero stati risparmi importanti, non solo simbolici, nell’ordine dei 150 milioni di euro l’anno”, ha detto Boeri. Il presidente dell’Inps aveva segnalato alla scorsa legislatura anche un altro problema. L’anomalia in base alla quale dopo l’elezione i parlamentari possono farsi ancora riconoscere i contributi figurativi della precedente occupazione, dunque mentre maturano il vitalizio maturano anche i contributi del vecchio lavoro e questo grava sulle casse dell’Inps. “Un privilegio” segnalato, ma con un esito che lui stesso ha definito “scandaloso“: i dati sui contributi sono rimasti nascosti.
Ma la posta in gioco “non sono pochi soldi: nel giro di una legislatura si sta parlando di qualche decina di milioni di euro” e “i parlamentari sono gli unici a usufruire di questo trattamento di favore“. Per questo Boeri si augura che “l’impegno della nuova legislatura sia vero” e “un primo segnale sarebbe darci queste informazioni per poter fare calcoli trasparenti“. “Ho scritto una lettera all’ufficio di Presidenza della Camera, sin qui non ho avuto alcuna risposta al riguardo”, ha poi aggiunto.
Legge Fornero –  Il presidente dell’Inps ha parlato poi anche della legge Fornero, la cui abolizione era diventata un cavallo di battaglia della Lega durante la campagna elettorale. Boeri ha avvertito che mandare in soffitta la riforma del sistema previdenziale voluta dal governo Monti verrebbe a costare nell’immediato “almeno 11 miliardi“, ma questo costo potrebbe salire “anche a 15 miliardi”.  Poi peserebbe per “85 miliardi di euro in più di debito pensionistico per le future generazioni“. Ma anche la “quota 100“, soglia minima di età pensionabile data sommando l’età anagrafica all’anzianità contributiva, “sarebbe ancora più costosa, insostenibile”, ha commentato il presidente Inps.
Reddito di cittadinanza – Boeri ha risposto poi alla domanda di Lucia Annunziata sul reddito di cittadinanza: “Ha fatto presa al Sud, in persone che sono uscite dalla crisi in gravi difficoltà e disagio protratto nel tempo. Sarebbe un messaggio importanteperché le persone che hanno bisogno di aiuto si rivolgono sempre al politico locale, quello è assistenzialismo ed è un approccio sbagliato”. Ma ha avvertito anche sui costi: “Fino a 38 miliardi, se vogliamo essere più ottimisti 35 miliardi”, aggiungendo che si estenderebbe ad una platea che oltre i poveri assoluti. Boeri ha invece indicato il Rei, reddito di inclusione, come il punto da cui partire “per potenziare le risorse” e criticato la prospettiva di “introdurre strumenti nuovi“.