martedì 4 ottobre 2016

CLAMOROSO! Il giornale più autorevole del mondo massacra Renzi e la sua Riforma ma nessuno lo racconta.

Financial Times ci ripensa e stronca la riforma costituzionale e l'Italicum di Matteo Renzi: "Sono un ponte verso il nulla"

"Un ponte verso il nulla". Il Financial Times ci ripensa e stronca la riforma costituzionale di Renzi. Con un editoriale di Tony Barber, il quotidiano della City di Londra critica la legge che sarà sottoposta al referendum il prossimo 4 dicembre. Secondo Ft le riforme "faranno poco per migliorare la qualità del governo, della legislazione e della politica", perché "quello di cui l'Italia ha bisogno non sono più leggi da approvare più rapidamente ma meno leggi e migliori''. Soprattutto leggi che poi vengano applicate e non bloccate dalla burocrazia.
L'articolo trae spunto dal rilancio del Ponte dello Stretto fatto nei giorni scorsi dal premier Renzi. Una strizzata d'occhio all'elettorato della destra: "Renzi mira a ridurre l'incentivo dei fedelissimi di Berlusconi a farlo cadere in caso di sconfitta al referendum. Ma vale la pena un simile progetto?".
Ma il punto è che "le riforme costituzionali faranno ben poco per migliorare la qualità del governo, della legislazione e della politica". Renzi, dalla sua, sostiene che le modifiche alla Costituzione daranno più stabilità al sistema istituzionale, ricorda Barber. Ma non servirà a molto perché il record di tutti i governi del Dopoguerra confutano questa tesi: il Parlamento italiano ha approvato più leggi di Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito. "Nonostante Renzi non abbia la maggioranza al Senato, il suo governo ha approvato la riforma del mercato del lavoro e le agevolazioni fiscali che sono al centro del suo programma".
Anche la riforma del Senato non aiuterà in questo senso perché il problema vero "è la frammentazione del sistema politico italiano". Barber sostiene che ogni partito e ogni corrente di partito sostiene diversi interessi economici, ideologici o sociali.
Non è finita: perché per il Financial Times anche l'Italicum è "una cattiva riforma", che consegna il potere "alla maggioranza per cinque anni".
'Nelle capitali europee, il sentimento comune è di sostenere Renzi. Un'Italia senza timone, vulnerabile a una crisi bancaria e al movimento anti-establishment dei Cinque Stelle, causerebbe seri problemi. Eppure, una sconfitta di Renzi al referendum non per forza destabilizzerà l'Italia. Una vittoria, invece, potrebbe far emergere la follia di mettere gli obiettivi di sopravvivenza (politica) che ha Renzi davanti al vero bisogno strategico dell'Italia: quello di una sana democrazia''.
Financial Times cambia verso. E' un'inversione di 180 gradi quella di Tony Barber. L'editorialista del quotidiano economico aveva scritto a luglio scorso un articolo in cui la pensava diversamente. "La sconfitta rischierebbe di gettare l’Italia in uno stato di prolungata instabilità politica ed economica", aveva scritto Barber. Non solo: la sconfitta di Renzi "potrebbe mettere l’Italia, paese cruciale per la sopravvivenza dell’unione monetaria, nelle mani di un partito idiosincratico, del tutto inesperto a livello nazionale e che vuole far uscire il paese dall’eurozona". E infine concludeva: "Numerose bucce di banana si trovano lungo il cammino dell’UE nei prossimi 12 mesi, da una potenziale vittoria dell’estrema destra in Austria alle elezioni in Olanda e Francia. Ma il referendum costituzionale italiano potrebbe essere la più scivolosa di tutte".
La preoccupazione dei Paesi e degli investitori stranieri, stando ai report di Barber, sembra quindi essere scemata in questo lasso di tempo. Il quotidiano della City ora lancia una sorta di allerta nel caso di vittoria del Sì. Qualcosa è cambiato.
Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2016/10/04/financial-times-renzi_n_12336302.html

TERREMOTO NEL PD! Risultano versamenti di Buzzi da 5mila euro alla fondazione di Renzi e da 15 mila al PD

Mafia Capitale, da Buzzi 5mila euro alla fondazione di Renzi e 15mila al Pd


Il capo della cooperativa "29 giugno" intercettato conferma versamenti diretti alla Open di Marco Carrai oltre che per le cene. Il tesoriere: "Restituiti dopo l'arresto"

Per partecipare alla cena con Renzi “ho versato 15mila euro al Pd e 5mila alla Leopolda”. Salvatore Buzzi, sodale di Massimo Carminati nel Mondo di mezzo, fa il conto di quanto gli è costato sedersi a tavola a poca distanza dal premier. Lo dice lui stesso nel corso di una telefonata intercettata due giorni dopo l’evento.
Dalle carte dell’inchiesta Mafia Capitale 2 emerge una nuova verità sulla presenza di Buzzi alla serata di raccolta fondi delPartito democratico organizzata dal segretario Matteo Renzi la sera del 7 novembre 2014 al Salone delle Tre Fontane di Roma: il ras della cooperativa 29 Giugno non ha versato solamente 10mila euro come era emerso lo scorso dicembre dalla prima ondata di arresti nella Capitale. Non solo: oltre ai soldi al Pd spunta un nuovo versamento da 5mila euro effettuato alle casse dellaFondazione Open, la cassaforte personale del premier guidata dal fidato Marco Carrai e dall’avvocato Alberto Bianchi nonché dal ministro delle Riforme e rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi e da Luca Lotti, sottosegretario di Stato allaPresidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria e segretario del comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe).
Nel pomeriggio del 6 novembre Guarany telefona a Buzzidicendogli di chiedere i dettagli della serata a Lionello Cosentino, ultimo segretario del Pd di Roma, commissariato daMatteo Orfini lo scorso dicembre. “Orario della cena e come ci sediamo?”. Buzzi esegue e comunica anche i nomi dei presenti: “Io,Guarany, Nanni (l’allora direttore generale di Ama, la municipalizzataromana per l’ambiente, Giovanni Fiscon, ndr)”. Tutti e tre ora sono in carcere ma quella serata andò benissimo tanto che i tre continuarono a parlarne nei giorni successivi. La mattina dell’8 novembre alle ore 11.14 Buzzi svela a Fiscon di aver fatto due versamenti diversi per poter partecipare alla cena: 15 mila euro al partito e 5 mila a Renzi per la Leopolda.
Oltre ai riscontri bancari dei versamenti gli inquirenti riportano il messaggio inviato a Buzzi il pomeriggio prima della cena dall’onorevole Micaela Campana con gli estremi per il pagamento al Partito democratico: “c/c intestato a Partito democratico presso: Banca Intesa San Paolo Spa Iban IT 47T0306903390680300093335 Causale: Erogazione liberale”. Messaggio che poi Buzzi gira al commercialista Paolo Di Ninno. Una volta ricevuto il messaggio del buon esito dell’operazione il patron delle coop dava “conferma del bonifico appena effettuato” alla stessa Campana.
Quando nel dicembre 2014 dalle carte dell’inchiesta Mafia Capitale emerse che Buzzi aveva versato 10 mila euro al Pd, il tesoriere del partito Francesco Bonifazi si era impegnato a rendere trasparenti i versamenti ricevuti alle due cene di raccolta fondi organizzate a Milano e Roma. Dopo una settimana di insistenze da parte della stampa e di richieste di informazioni, Bonifazi comunicò che la sera del 7 novembre con l’evento nellaCapitale il Pd aveva registrato 840 adesioni, 441 bonifici per un incasso complessivo di 770.300 euro per poi fare marcia indietro sull’annunciato elenco dei benefattori: “Ferma restando l’intenzione del partito di dare massima trasparenza alla cena di finanziamento esistono ostacoli oggettivi legati alla normativa sulla privacy e sulla divulgazione dei dati”. Ora, a distanza di sei mesi e con altri 44 arresti che hanno coinvolto l’intero Pd capitolino e fatto emergere persino una richiesta di soldi diretta a Buzzi per pagare gli stipendi del partito da parte del tesoriere cittadino,Carlo Cotticelli, la necessità di trasparenza appare ancora maggiore.
La legge sulla privacy a tutela di quanti finanziano movimenti efondazioni politiche è spesso usata come paravento per coprire ibenefattori come ha detto lo stesso Renzi nelle settimane successive allo scandalo promettendo un intervento legislativo per attuare una reale trasparenza. Il premier, del resto, conosce bene la materia considerato che dal 2007 a oggi ha avuto due associazioni (Noi Link e Festina Lenta) e due fondazioni (Big Bang e Open) attraverso le quali ha raccolto circa quattro milioni di euro e dei quali solamente si conosce la provenienza di appena il 40%. Ma dei cinquemila euro versati da Buzzi alla Open “ce ne siamo accorti”, afferma Alberto Bianchi, tesoriere della fondazione contattato il 10 giugno dal Fatto. “Mi sono insospettito per quel nome ‘coop 29’ indicato nella voce mittente del bonifico, ma era incompleto”, spiega. “Dopo gli arresti di dicembre però non volevamo lasciare nulla al caso, ovviamente il clamore era enorme e così ho deciso di proporre al cda di restituire quel versamento: nel dubbio meglio agire radicalmente, così poi è stato deciso con unanimità nel corso di un apposito cda”. Noi, aggiunge Bianchi, “siamo da sempre più trasparenti possibile e spesso abbiamo per questo anche perso dei finanziatori”.
Anche Buzzi se ne fa vanto. Lo dice ai pm. “Noi non abbiamo mai finanziato illegalmente la politica, ma tutto legalmente: Rutelli, Veltroni, Alemanno, Marino, Zingaretti, Badaloni, Marrazzo, tutti praticamente, anche Renzi: tutti contributi dichiarati inbilancio”.
d.vecchi@ilfattoquotidiano.it 

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/11/mafia-capitale-da-buzzi-5mila-euro-alla-fondazione-renzi-e-15mila-al-pd/1769751/

IL PARASSITA NAPOLITANO AFFERMA SENZA VERGOGNA: "CHI VOTA NO AL REFERENDUM MI OFFENDE PERCHE' NON DIFENDE LA COSTITUZIONE"

Referendum riforme, Napolitano: “Mi offende chi dice di votare no per difesa Costituzione”. Anpi: “Basta provocazioni”


Il risultato della frase sbilenca del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi sui “partigiani veri” che “votano sì” è che ora lo scontro si trascina a una giornata di distanza e coinvolge l’ex presidente della Repubblica e il presidente dell’Anpi. Il senatore a vita avverte: “Nessuno dica: difendo la Costituzione votando no e gli altri non lo fanno”. Dire questo “offende anche me. Mi reca un’offesa profonda”. Quindi nella discussione “serve grande sobrietà e un po’ più di pacatezza ed obiettività. Si discuta della riforma, perché è importante, anzi necessaria per l’Italia”. Dall’altra parte l’associazione dei partigiani ha deciso di non rispondere più a chi li attacca sul referendum: “Le consideriamo – spiega il presidente Carlo Smuraglia a Radio 1 – delle autentiche provocazioni alle quali abbiamo deciso che non risponderemo più. Quello che interessa a noi è che si faccia una campagna referendaria onesta in cui ognuno espone le sue ragioni”. Smuraglia spiega poi il no dell’Anpi alle riforme: “Si finisce per togliere ai cittadini contemporaneamente una rappresentanza in una delle due Camere, una rappresentanza vera. E dall’altro lato si finisce per togliergli la facoltà di scegliere liberamente quelle persone che si vogliono mandare liberamente a rappresentarli in Parlamento”. Quindi la decisione presa dai direttivi dell’associazione non è obbligata, ma segnata dall’essenza stessa dell’Anpi: “Il nostro Statuto, di ente morale – dice Smuraglia – Ci impone di difendere la Costituzione: dice testualmente nello spirito con cui è stata elaborata dai costituenti”. 

A niente è servito l’intervento in mattinata del presidente del Consiglio Matteo Renzi che aveva cercato spegnere le fiamme di uno scontro che per il Pd e per il governo appare rischioso: “Quella dell’Anpi – ha detto il capo del governo a Radio 105 – è una posizione del tutto legittima e al suo interno alcuni hanno scelto, quelli che hanno fatto la Resistenza, di votare sì. All’interno dell’Anpi qualcuno voterà sì e qualcuno voterà no. Ci sono i veri partigiani che voteranno sì e quelli che voteranno no, e noi vogliamo bene e abbiamo rispetto per tutti i partigiani”. Dall’altra parte “una delle leggende della Resistenza, quel Diavel al quale hanno dedicato una canzone i Modena City Ramblers, ha detto che voterà sì pur non essendo renziano. Io francamente non vedo la polemica”. Renzi però rivendica che il suo governo ha nella propria ragione sociale le riforme, anche quelle istituzionali. E così si chiude il cerchio: “Io sono stato chiamato a guidare il governo su richiesta del presidente Napolitano e di un voto parlamentare: tutto perfetto da un punto di vista costituzionale. Napolitano mi ha detto ‘devi fare la riforma del lavoro, della legge elettorale, quellacostituzionale‘. Noi lo stiamo facendo”.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/23/riforme-napolitano-su-referendum-mi-offende-chi-dice-di-votare-no-per-difendere-la-costituzione/2756829/

lunedì 3 ottobre 2016

"La gente se ne fotte del Movimento 5 Stelle". Bufera in studio dopo l'affermazione del parassita



E' vero che la gente se ne fotte del Movimento 5 Stelle, come urla Casini a Porta a Porta, mentre confessa che loro (i politici di professione - ndr) "battono il marciapiede da 30 anni"? O è vero invece che la gente se ne fotte di Casini, che per non scomparire con il suo UDC ha dovuto fondersi con Scelta Civica, che ora sta scomparendo a sua volta? Con chi si fonderà al prossimo giro Casini, autoproclamatosi "vecchio battone", pur di credere che ci sia ancora in giro qualcuno disposto a votarlo?

SONDAGGIO: Voterai SI o NO al Referendum Costituzionale del 4 Dicembre? Apri il link e vota

" Il PD ha voluto sesso anale esplicito e continuato" : imbarazzo per Renzi

Polemica a Terni per lo spettacolo con scene di sesso anale sostenuto dalla Regione Umbria e dalla Comune di Terni. La denuncia del consigliere Laffranco (Fi): "Non si può fare con soldi pubblici"

Uno spettacolo praticamente pornografico andato in scena a teatro al Terni Festival nei giorni scorsi. Sesso anale esplicito patrocinato dal Partito Democratico.


Il sesso anale patrocinato dal Pd

Sembrerà strano, ma è successo davvero. Nel festival umbro, infatti, durante la realizzazione dello spettacolo Schonheitsabend, prodotto da enti di vari paesi, tra cui Austria, Olanda, Belgio e Germania, una delle danzatrici penetra il danzatore in un "prolungato e continuo rapporto anale". In particolare, come scrive Tommaso Chimenti, critico teatrale, nel suo blog, "nella prima delle tre parti, la danzatrice Florentina Holzingersi è apposta in vita una cintura con un fallo in lattice applicato e ha penetrato il danzatore Vincent Riebeek con un rapporto anale continuo e prolungato, con evoluzioni e svariate pose e posizioni per far ben vedere, da ogni angolazione, di che cosa stavamo parlando e dove si era infilata quell’appendice, prima esposta e sguainata come spada, poi incuneatasi e sparita, inghiottita nel corpo del performer".
Insomma, un porno con sesso anale. Messo in scena grazie al patrocino del Pd, per mano dell'assessorato alla cultura della Regione Umbria e quello del Comune di Terni. Chissà se sapevano che mettere il logo delle istituzioni che rappresentano sotto la locandina di quello spettacolo sarebbe significato patrocinare una scena in cui i due ballerini, "lui cavalcando lei e successivamente lei montando lui, hanno danzato uniti per una decina di minuti in un amplesso anale esplicito e osceno".
A far scattare le polemiche è stato il parlamentare di Forza Italia, Pietro Laffranco: "Ognuno acasa sua fa come gli pare - ha detto - ma con i soldi pubblici no. Annuncio un’interrogazione al ministro Franceschini sul caso". Considerato anche il fatto che non c'era nessuna indicazione su eventuali divieti ad un pubblico inferiore ai 18 anni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sesso-anale-esplicito-e-continuato-spettacolo-patrocinato-pd-1314004.html

Bufera su "LE IENE":fregati e intercettati da una chiamata:"PARIAMO IL CULO A RENZI"



Ascoltate il video con telefonata registrata alla Redazione de "Le Iene"... oltre che maleducata la "redattrice" è anche molto arrogante... Quando non si sà cosa rispondere si attacca miserabilmente! Io gli offro prove per fare SERVIZIO UTILE al Popolo Italiano... ma non è lei che decide... sono gli Autori. Evidentemente gli Autori hanno deciso che attaccare Renzi non si può... Bravi Italiani, continuate a credere in ciò che vi rende IPNOTIZZATI! Io personalmente la mia LOTTA la continuo sulla Rete. La TV la lascio agli IDIOTI a cui piace farsi rendere SCHIAVI