lunedì 3 ottobre 2016

Clamoroso a Roma! La Raggi ha scovato l'ennesimo scandalo. Scoperti almeno 11 milioni di sprechi.

Roma, Raggi: "Conti non in ordine: trovati 11 milioni da sprechi"

"Di questi, 9 saranno assegnati all'assistenza sociale nei municipi". La sindaca in conferenza stampa al terzo municipio

"La nostra attivita' di governo in questo primissimo periodo e' stata dedicata alla verifica puntuale dei conti di Roma Capitale che non sono in ordine. Abbiamo iniziato a cercare tutte quelle economie di Bilancio che potessero andare a sostenere i servizi che Roma deve erogare e che troppo spesso negli anni scorsi non e' stata capace di supportare a causa di sprechi".

Lo ha detto il sindaco, Virginia Raggi, nel corso di una conferenza nella sede del III municipio. "Oggi - ha aggiunto - presentiamo una prima variazione importante al bilancio. Abbiamo trovato 9 milioni di euro che assegniamo all'assistenza sociale nei municipi. Da una verifica puntuale delle poste di bilancio abbiamo gia' individuato 11 milioni".

 Di questi 3.181 milioni andranno all'assistenza degli alunni disabili, mentre i restanti 6 all'assistenza sociale in generale (famiglie, case riposo ecc).  Dal 6 ottobre - aggiunge - prenderà il via il Sia (Sostegno per inclusione attiva) per il sostegno alle famiglie in condizione economiche disagiate. "Ci siamo trovati a gestire una situazione particolare perché la carta acquisti sperimentale non era partita a Roma", ha precisato Raggi, spiegando che i 7 milioni stanziati dal governo per Roma Capitale "saranno usati per un progetto di aiuto al reinserimento in società".

"Mazzillo è un docente, un professore a contratto, non è un ordinario. Conosce bene il bilancio di Roma perché è con noi dal 2012. Era referente del tavolo bilancio e ha lavorato con l'assessore Baldassarre, con il presidente Marco Terranova e alla ragioneria per reperire questi 9 milioni di euro. È una persona che conosce bene i bilanci di questa città e sarà per noi un onore lavorare con lui". Risponde Raggi a chi le chiede chiarimenti sul curriculum

 del neo assessore al bilancio, Andrea Mazzillo.

 Al neo assessore alle partecipate Colomban la delega all'Ambiente in caso di rimozione della Muraro? "Non mi risulta" dice la sindaca a margine della conferenza stampa. Se "vedro' Grillo oggi? Ci siamo sentiti, non lo so". risponde Raggi ai cronisti che le chiedono se è in programma un incontro con il leader del M5S che si trova oggi a Roma assieme a Davide Casaleggio

Fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/10/03/news/roma_raggi_conti_non_in_ordine_-149018272/

++ CLAMOROSO DA ROMA ++ Matteo Renzi è stato appena denunciato con l'accusa di diffamazione

Il premier Matteo Renzi è stato denunciato per diffamazione dall’assessore all’Ambiente di Roma Paola Muraro. 

Secondo quanto apprende La Stampa, l’ex consulente milionaria dell’Ama non ha infatti gradito «gli indebiti accostamenti con l’inchiesta di Mafia Capitale» lanciati dal presidente del Consiglio. 

Per questo motivo questa mattina l’avvocato dell’assessore, Alessio Palladino, ha presentato la querela. Ha inoltre consegnato un primo dossier per «controbattere alle speculazioni sulla vita privata della mia assistita o a rappresentare fatti non veri. La mia assistita - ha continuato - si è posta da tempo a disposizione degli inquirenti, ma speculare sulla sua vita privata o rappresentare fatti non veri è solo indice a nostro parere di una azione diffamatoria». 

Nella giornata di ieri Renzi aveva attaccato la giunta del M5S, affermando che «la svolta della Raggi è dare la gestione dei rifiuti a una donna collegata totalmente a Mafia Capitale».  

http://www.lastampa.it/2016/10/03/italia/politica/muraro-denuncia-il-premier-renzi-indebiti-accostamenti-con-mafia-capitale-oZKFqwpjcOvDzHto38aJUK/pagina.html

“INVESTITE IN ITALIA, STIPENDI BASSI E LICENZIAMENTI FACILI”: A RENZI SCAPPA LA VERITA’ SU COME HANNO SVENDUTO UN SECOLO DI LOTTE, CONQUISTE E PROGRESSO

“Eccola la grande idea di Renzi e del governo per superare la crisi economica: svendere l’Italia e i lavoratori italiani”.
A denunciare l’ultimo strafalcione di Matteo Renzi e compagni è Nicola Fratoianni dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana. È stato lui ad accorgersi che una brochure del ministero dello Sviluppo economico, distribuita nei giorni scorsi a Milano, durante la presentazione del piano nazionale Industria 4.0, invitava gli stranieri a “investire in Italia”dove “gli stipendi sono più bassi della media europea”.
Nei giorni scorsi, durante l’evento di presentazione di Industria 4.0, i giornalisti si sono ritrovati nella cartella stampa una brochure prodotta dal ministero per lo Sviluppo economico e rivolta alle multinazionali e alle imprese straniere. Dice a chiare lettere: “Investite in Italia perché i lavoratori costano meno che negli altri Paesi europei”. Non solo. Sul depliant era addirittura possibile leggere l’esempio, evidentemente positivo per il Mse, degli ingegneri italiani che guadagnano 38mila euro all’anno, mentre i loro colleghi europei guadagnano 48mila. In un altro capitoletto della pubblicazione c’è, poi, scritto chiaramente anche che dopo il Jobs Act si può licenziare facilmente.
Dopo gli strafalcioni del ministero della Saluta con il Fertility Day, un altrio dicastero del governo si trova nel vortice delle polemiche“Vergognosi e sciacalli – tuona Frantoianni – mettono in vendita l’Italia sulla pelle dei lavoratori. Poi si aprono i dibattiti pubblici dove ci si chiede stupiti come mai in Italia ci sono gli stipendi fra i più bassi di Europa. Stiano tranquilli dalle parti del governo – conclude Fratoianni – anche di questo ne dovranno rendere conto nei prossimi giorni in Parlamento: il tempo delle bufale e degli inganni è terminato…”.


Sindaca con 895 euro: per Appendino una campagna elettorale low cost

Sindaca con 895 euro: per Appendino una campagna elettorale low cost

Nella corsa alla poltrona di primo cittadino il Pd ne ha spesi 88 mila: mancano i dati di Fassino
Un candidato che spende 895 euro per la sua campagna elettorale e diventa sindaco è un’esperienza che Torino non ha mai vissuto e probabilmente non vedrà più. Lo scorso 19 giugno è andata così: al ballottaggio i torinesi hanno eletto un candidato che in tutta la campagna elettorale non è arrivato a sborsare mille euro.
In questi giorni scadono i termini per la presentazione delle spese elettorali. Entro tre mesi dall’ultima proclamazione degli eletti tutti i candidati - eletti o non eletti - e le formazioni politiche sono tenuti a trasmettere alla Corte d’appello l’elenco dei finanziamenti ricevuti e delle uscite. Molti documenti sono stati presentati. Tra questi c’è il bilancio della campagna elettorale di Chiara Appendino: 895 euro.

SOBRIETÀ CINQUESTELLE
I Cinquestelle, come formazione politica, non hanno ancora depositato il loro rendiconto. Molti candidati sì, confermando l’impronta low cost della sindaca. Il più esoso - si fa per dire - per ora è Andrea Russi, che per sedere in Sala Rossa ha investito ben 176 euro. La collega Maura Paoli, invece, è riuscita a farsi eleggere spendendo appena 26 euro. Nel mezzo c’è il drappello degli altri 22 neo consiglieri grillini: spesa media, meno di 100 euro.
Fuori, invece, c’è un altro mondo. C’è chi, come Roberto Rosso, ha investito una mole di denaro: 288 mila euro - di cui 260 mila sborsati di tasca propria - con cui si è assicurato, alla fine di una tambureggiante campagna elettorale, il 5% e uno scranno in Sala Rossa. È andata peggio al suo omonimo candidato nelle liste di Forza Italia, quel Roberto Rosso cui non sono bastati 22.800 euro per entrare in Consiglio; si è fermato a 587 voti di preferenza. Poca roba.
I veri campioni - Rosso a parte - finora sono i Moderati, la formazione del deputato Giacomo Portas, solita a massicci investimenti per fare incetta di voti. Non è andata bene, stavolta: 222 mila euro e nemmeno il 6% dei voti. L’unico eletto è Silvio Magliano, che si è quasi svenato: 29.409 euro.

FORZA ITALIA A STECCHETTO
Un altro tradito dagli eventi è Maurizio Marrone, il battagliero leader di Fratelli d’Italia, che nonostante i quasi 60 mila euro sborsati non ce l’ha fatta, pur con 1.255 preferenze. La sua formazione è rimasta al palo. Il candidato sindaco che appoggiava, il notaio Alberto Morano, può invece dire di aver fatto un buon investimento: 25 mila euro per ottenere l’8%. L’altro partito che appoggiava Morano, la Lega Nord, ha messo a rendiconto quasi 43 mila euro.
E il centrosinistra? Il Pd ha rendicontato 88 mila euro, pochi tutto sommato al cospetto dei 68 mila della lista civica Fassino. Dell’ex sindaco, a proposito, non è stato ancora pubblicato il rendiconto. Ma quel che più colpisce è l’investimento di Forza Italia: 216,55 euro arrivati da Roma per sostenere la corsa di Osvaldo Napoli. Bei tempi quando Berlusconi apriva il portafogli senza farsi pregare.

fonte: http://www.lastampa.it/2016/10/03/cronaca/sindaca-con-euro-per-appendino-campagna-low-cost-mkuuTT3HuQSFsmd2NvnDqL/pagina.html

domenica 2 ottobre 2016

VITALIZI: SMASCHERATA LA MORETTI! LA PARASSITA E’ USCITA ALLO SCOPERTO, RIFIUTANDOSI DI FIRMARE UN DOCUMENTO CON I CINQUESTELLE



Dopo gli annunci roboanti, il nulla. Alessandra Moretti fa dietrofront e rinuncia a sottoscrivere un patto per tagliare i vitalizi dei consiglieri regionali: “Avevo chiesto alla Moretti di firmare il nostro documento e mi era stato detto che avrebbe firmato volentieri – ha spiegato il candidato grillino,Jacopo Berti – Nonostante il mio invito sono venuto nella sua sede e sono stato aggredito”.
Ero venuto con la mano tesa per il bene dei cittadini, perché i soldi risparmiati in questo modo saranno versati in un fondo per le pmi o per il sociale – ha proseguito Berti – Il documento era in rete da quasi una settimana e mi era stato detto che l’avrebbe firmato volentieri. Mi e’ stato dato del pagliaccio“.

Bufera a La7! Di Maio massacra la deputata PD con un gesto senza precedenti. Lei va nel panico totale




LUIGI DI MAIO
Residente a Pomigliano d'Arco, è il maggiore di tre figli. La madre è un'insegnante di italiano e latino ed il padre Antonio è stato dirigente del MSI prima e di AN poi.

Ha conseguito il diploma di Liceo Classico Vittorio Imbriani di Pomigliano d'Arco nel 2004. Ha proseguito gli studi presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", si è dapprima iscritto alla facoltà di Ingegneria, dove ha fondato assieme ad altri studenti l'associazione di studenti di ingegneria "ASSI", poi si è trasferito a giurisprudenza e ha fondato insieme ad altri studenti l'associazione Studenti Giurisprudenza.it nell'anno 2006, nella quale ha ricoperto la carica di Consigliere di Facoltà e di Presidente del Consiglio degli Studenti. Ha lavorato come webmaster.

Carriera politica[modifica
Milita nel Movimento 5 Stelle dal 2007. Nel 2010 si candida come consigliere comunale del suo comune, senza riuscire ad essere eletto, ottenendo 59 preferenze. In seguito alle «parlamentarie» del Movimento 5 Stelle, viene candidato con 189 preferenze ed eletto alla Camera dei Deputati per la circoscrizione Campania 1 al secondo posto nella lista del Movimento 5 Stelle per le elezioni politiche del 2013. Il 21 marzo 2013 è eletto Vicepresidente della Camera dei deputati con 173 voti, diventando a 26 anni la persona più giovane ad aver ricoperto questo ruolo. Dal 7 maggio fa parte anche della XIV commissione, che si occupa delle politiche dell'Unione Europea.

"Mi ha invitato per parlare male del M5S ma non lo farò mai" Bufera in studio: l'ospite sputtana il conduttore



Brutte notizie per l’Italia sul fronte della libertà di stampa. Nell’annuale classifica di Reporters sans Frontieres il nostro Paese perde quattro posizioni, scendendo dal 73° posto del 2015 al 77° (su un totale di 180 Paesi) del 2016. L’Italia è il fanalino di coda dell’Ue (che è comunque l’area in cui c’è maggiore tutela dei giornalisti), seguita soltanto da Cipro, Grecia e Bulgaria.

Classifica: ecco le prime 10 posizioni (Fonte: rsf.org)


GIORNALISTI NEL MIRINO
Fra i motivi che - secondo l’organizzazione con base in Francia - pesano sul peggioramento, il fatto che «fra i 30 e i 50 giornalisti» sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni. Nel rapporto vengono citati anche «procedimenti giudiziari» per i giornalisti che hanno scritto sullo scandalo Vatileaks. I giornalisti in maggiore difficoltà in Italia, dunque, sono quelli che fanno inchieste su corruzione e crimine organizzato

DIETRO BENIN E BURKINA FASO
Per farsi un’idea dell’allarmante situazione italiana basta dare un’occhiata alla classifica: ci precedono Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana.