venerdì 1 aprile 2016

"PAGA SOLO CHI GUARDA" L'OPZIONE SUL CANONE RAI CHE FA TREMARE IL GOVERNO.



C'è un modo infallibile per azzerare l'evasione del canone tv. Una card per criptare i programmi, impedendo la visione a chi non paga. Soluzione che sa di antico (un ritorno allo spirito del primo regio decreto che regolava le «radioaudizioni»), ma è al contempo modernissima perché richiama le pay tv. A proporlo è stato Pierluigi Sabbatini, membro dell'Autorità antitrust. Sabattini parla da economista (è bene sottolinearlo, non a nome del garante per la concorrenza), ma la competenza (è responsabile Comitato per le valutazioni economiche) rende l'idea quantomeno fondata.

In sintesi: «Criptare le trasmissioni Rai e fornire la card Rai a coloro che pagano il canone». Una soluzione, ha spiegato in un intervento su Lavoce.info , che «obbligherà chi vuole fruire del servizio a pagarlo e, nel contempo, consentirà a chi non se ne vuole servire di evitarne il pagamento». Allo stesso tempo, spiega Sabbattini, andrebbero eliminati i tetti pubblicitari per l'emittente pubblica perché «non sarebbe più opportuno imporre uno specifico modello di finanziamento».

La Rai non verrebbe meno al servizio pubblico, visto che, a differenza delle altre aziende del settore, «non è assoggettata agli stessi criteri di profittabilità di un'impresa privata e dispone ancora di asset importanti che non sono nella disponibilità delle altre emittenti».

Proposta ragionevole e fondata, da un punto di vista di un economista. Inapplicabile se si cerca di raschiare il barile per fare quadrare i conti del Paese. Il canone - ricorda lo stesso economista dell'Antitrust - è già stato trasformato da tassa, pagata in cambio di un servizio, in una imposta per il solo possesso di una televisione.

Con la proposta Renzi, c'è un ulteriore salto. Uno sconto, graditissimo ai contribuenti, da 113,5 a 100 euro. Paga quel 27% di italiani che oggi evadono il canone.

Il problema è: che fine faranno gli introiti extra calcolati in 500 milioni di euro. Logica vorrebbe che fossero investiti nel servizio pubblico. In una riduzione ulteriore del canone. E queste ipotesi sono tutte in piedi. Non c'è una decisione ufficiale e finale, visto che i dettagli della legge di Stabilità sono di fatto ancora da definire.

Quello che è certo è che le «aziende di vendita di energia elettrica», trasformate in esattori, dovranno versare all'erario le somme, forse attraverso un «soggetto unico» costituito dal governo. I soldi finiranno nel calderone delle entrate. Il conto dovrebbe essere di 500 milioni di euro. Difficilmente il ministero del Tesoro ci rinuncerà. Probabile che alla Rai venga semplicemente garantita l'invarianza di gettito rispetto a oggi e che quei soldi vengano utilizzati per finanziare le misure della Stabilità che comportano una spesa.

Ma c'è un altro «cinquecento» che pesa sul canone. È la sanzione prevista dai testi circolati della legge di Stabilità. Si parla di una sanzione pari a cinque volte l'importo del nuovo tributo. Ipotesi smentita da Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza ed esponente renzianissimo del Pd. «Non sarebbe accettabile nessuna multa di 500 euro sul canone Rai. Si tratta solo di indiscrezioni e bozze». E, comunque, «la norma dovrà passare in Parlamento». Di fatto, una marcia indietro.

Fatele i complimenti, questa donna ha un nuovo lavoro! Ma sapete chi è? Assurdo, non ci crederete mai:


LA FIGLIA DI PADOAN? SUPER POLTRONA ANCHE PER LEI: OVVIAMENTE “CI RACCONTANO” CHE HA UN SUPER CURRICULUM. CHISSA’ QUANTI GIOVANI NE HANNO DI MIGLIORI…E ATTUALMENTE SONO A SPASSO

Cdp assume la figlia del ministro Padoan, che controlla la Cassa
L’ente controllato con una quota dell’80% dal ministero dell’Economia ha assunto Eleonora Padoan, proprio la figlia del titolare del dicastero di via XX settembre
Ovviamente c’è un curriculum vitae di tutto rispetto e con le skill adatte al ruolo per cui è stata chiamata. E anche le procedure interne sono state guidate dalla massima trasparenza e dalla rigorosa analisi delle presenza delle competenze richieste. Certo che, però, è quantomeno curioso che la Cassa depositi e prestiti, l’ente controllato con una quota dell’80% dal ministero dell’Economia e da poco affidata al duo Claudio Costamagna e Fabio Gallia, abbia assunto Eleonora Padoan, proprio la figlia del titolare del dicastero di via XX settembre.
Con una precedente esperienza di senior economist in Sace, la società pubblica di assicurazione dei crediti all’estero controllata proprio da Cdp, la Padoan, che andrà a occuparsi del settore della cooperazione e dello sviluppo internazionale, è stata scelta al termine di una procedura interna di “job posting” (non concorso pubblico, non appartenendo la Cdp all’apparato statale) che alla fine ha visto partecipare solo tre candidati e tutti interni alla Sace.
Il contratto (a tempo indeterminato) è partito dal primo luglio 2015 e la rampolla di casa Padoan è stata che assunta in Zona Cesarini con uno degli ultimi atti della vecchia amministrazione targata Bassanini-Gorno Tempini.
FONTE
http://www.affaritaliani.it/economia/cdp-assume-la-figlia-del-ministro-padoan-che-controlla-la-cassa-378403.html?ref=ig

SONDAGGIO CLAMOROSO! PD in calo e M5S in aumento (ma prima del caso Guidi). Ecco i numeri..


Sondaggi, Pd in calo e M5s in aumento (ma prima del caso Guidi). Affluenza alta. 


Il Pd in calo, il M5s in salita.PartitiE tutto questo prima dell’inchiesta sul petrolio lucano che ha coinvolto anche il governo, spingendo alle dimissioni il ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi. Secondo i sondaggi dell’istituto Ixè per Agorà (Rai3) il Partito democratico è al 34,1, registrando mezzo punto di flessione rispetto alla scorsa settimana. I Cinquestelle, invece, hanno una tendenza opposta: sono al 25,4, con un aumento dello 0,4. L’astensionismo resta comunque di gran lunga il primo partito: ad oggi, secondo Ixè, è valutata intorno al 42 per cento, in leggero calo

Tra i partiti in ascesa (molto lieve) c’è la Lega Nord, sempre sopra al 14 per cento. Partiti 2Segue Forza Italia che si avvicina di nuovo pericolosamente al 10. Nel campo del centrodestra accelerano iFratelli d’Italia (3,7) che continua a guadagnare quasi nulla dalla candidatura della sua leader Giorgia Melonia sindaco di Roma. L’unica altra forza politica che supererebbe la soglia di sbarramento è Sinistra Italiana che raggiunge quota 5 per cento. Molto peggio va all’Area Popolare guidata da Angelino Alfana che questa settimana non va oltre il 2,5, con un tonfo dello 0,4. Tutte le altre forze politiche sono lontane anche dalla speranza di essere rappresentate in Parlamento: Rifondazione, Verdi, Scelta Civica, Italia dei Valori.
LeaderGli italiani intervistati che hanno fiducia nel presidente del Consiglio Matteo Renzisono il 33 per cento, dato identico alla scorsa settimana. Il politico che ottiene il più alto indice di gradimento è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (57 per cento), anche se Papa Francesco – “sovrano” di uno Stato straniero – resta il più apprezzato (83). Tra gli altri leader italiani si assiste a un mini-sorpassoFiducia governo con la Meloni che supera il vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5s Luigi Di Maio. Subito dopo il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.
Aumenta leggermente la fiducia nel governo, al 32 per cento. In quest’ultimo caso tuttavia si tratta del secondo “segno più” nel giro di quindici giorni. Leader storico
Alcuni quesiti di Ixè si concentravano sulla notizia che fino a pochi giorni fa riempiva le prime pagine e i telegiornali, cioè il terrorismo. Dai sondaggi dell’istituto diretto daRoberto Weber il 44% degli italiani ha paura di volare dopo gli attentati di Bruxelles (contro il 54 che non ha timori). Il 78%, invece, teme attentati terroristici in Italia e si tratta di una percentuale in aumento (era al 75). Più in generale, quella di un attacco terroristico è la più grande paura per il 38% degli italiani, seguita dagli effetti della crisi economica (35%) e dallemigrazioni verso l’Europa (16%).
FONTE
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/01/sondaggi-pd-in-calo-e-m5s-in-aumento-ma-prima-del-caso-guidi-affluenza-ancora-alta-uno-su-3-ha-fiducia-in-renzi-e-nel-governo/2599726/

BUFERA IN DIRETTA! DI MAIO NON RESISTE E SBOTTA DAVANTI LE TELECAMERE. RENZI DISTRUTTO!



LUIGI DI MAIO SPUTTANATA RENZI E IL SUO GOVERNO!
Pubblicato da INFORMATi su Venerdì 1 aprile 2016






Biografia LUIGI DI MAIO
Residente a Pomigliano d'Arco, è il maggiore di tre figli. La madre è un'insegnante di italiano e latino ed il padre Antonio è stato dirigente del MSI prima e di AN poi.

Ha conseguito il diploma di Liceo Classico Vittorio Imbriani di Pomigliano d'Arco nel 2004. Ha proseguito gli studi presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", si è dapprima iscritto alla facoltà di Ingegneria, dove ha fondato assieme ad altri studenti l'associazione di studenti di ingegneria "ASSI", poi si è trasferito a giurisprudenza e ha fondato insieme ad altri studenti l'associazione Studenti Giurisprudenza.it nell'anno 2006, nella quale ha ricoperto la carica di Consigliere di Facoltà e di Presidente del Consiglio degli Studenti. Ha lavorato come webmaster.

Carriera politica[modifica
Milita nel Movimento 5 Stelle dal 2007. Nel 2010 si candida come consigliere comunale del suo comune, senza riuscire ad essere eletto, ottenendo 59 preferenze. In seguito alle «parlamentarie» del Movimento 5 Stelle, viene candidato con 189 preferenze ed eletto alla Camera dei Deputati per la circoscrizione Campania 1 al secondo posto nella lista del Movimento 5 Stelle per le elezioni politiche del 2013. Il 21 marzo 2013 è eletto Vicepresidente della Camera dei deputati con 173 voti, diventando a 26 anni la persona più giovane ad aver ricoperto questo ruolo. Dal 7 maggio fa parte anche della XIV commissione, che si occupa delle politiche dell'Unione Europea.

ULTIM'ORA! UNA BOMBA DI LUIGI DI MAIO CONTRO IL PD INGUAIA IL GOVERNO.


Il Movimento 5 stelle 'tenta' la minoranza del Pd: "Presenteremo una mozione di sfiducia al governo, votatela con noi e mandiamo a casa Renzi". È l'invito che Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, rivolge ai malpancisti democratici.
"Ora decideremo se presentare la mozione alla Camera o al Senato - dice a margine di un convegno a Montecitorio su intelligence e sicurezza - tenete presente che in questo momento il governo è molto debole. Noi vogliamo che questo governo vada a casa in massa. Ci aspettiamo che chi combatte questo governo da dentro il Pd voti la mozione".
Il vicepresidente della Camera spiega: "In discussione è tutto il governo perché è inadeguato" e "ha messo al comando persone al soldo delle lobby".
A stretto giro arriva la risposta del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: "Come Lega siamo pronti a votare la mozione di sfiducia al governo anche domani. Ma vogliamo scriverla insieme".

FONTE
http://www.huffingtonpost.it/2016/04/01/di-maio-mozione-sfiducia-governo_n_9589272.html

È napoletano, ha creato l’impianto che trasforma rifiuti in carburante: costerà 29 euro



Si chiama Gianluca Gatto, è un giovane napoletano di 33 anni ed è l’uomo più ricercato dalle compagnie petrolifere di tutto il mondo, perché ha inventato undispositivo casalingo in grado di trasformare i rifiuti domestici in biocarburante compatibile con tutti i motori diesel. Grazie al finanziamento ottenuto dall’Unione Europea è riuscito a costruire il primo prototipo funzionante dell’impianto, il quale, spera, sarà presto immesso sul mercato a un prezzo accessibile a tutti. VesuvioLive ha intervistato Gianluca Gatto per conoscere meglio lui e il suo progetto.
Ci spieghi in cosa consiste il tuo progetto e come funziona?
Il dispositivo che ho inventato, e al quale ho dato come nome EcoParthenope, non è altro che un macchinario analogo a quelli già in grado di ottenere un combustibile a partire dalle biomasse attraverso l’attivazione di un processo chimico. EcoParthenope tuttavia presenta diversi vantaggi: prima di tutto è un apparecchio domestico, dunque di piccole dimensioni e compatibile con buona parte – non tutti – dei rifiuti organici che può dare un normale nucleo familiare. In secondo luogo, non sottrae risorse alimentari né terreni destinati alla coltivazione di generi alimentari per la popolazione: il Brasile, che è tra i primi produttori al mondo di bioetanolo, ha sottratto risorse alimentari alla sua popolazione, anche perché alcuni produttori hanno puntato sul bioetanolo perché rende più ricavi, provocando perciò un aggravarsi della situazione di fame e povertà nelle fasce più basse della popolazione. Se gli alimenti servono a produrre esclusivamente carburante, è ovvio che il prezzo di quelli destinati al consumo umano diventino più cari, poiché non si può agevolmente soddisfare la domanda di cibo. EcoParthenope, invece, utilizza gli scarti che sarebbero stati comunque gettati via, mentre quelli non compatibili con il macchinario andranno nel normale cestino della raccolta differenziata.
Quanto costerà EcoParthenope?
Il prototipo di EcoParthenope oggi costa diverse migliaia di euro, ma conto di riuscire a venderlo a prezzi accessibili a tutti affinché vi sia un vantaggio consistente per la popolazione. Ci sono varie compagnie petrolifere e aziende specializzate interessate al brevetto, se si verificheranno le condizioni adeguate il loro aiuto sarà determinante per la commercializzazione a basso costo nel breve periodo. In caso contrario sceglierò una strada diversa, più autonoma e, allo stesso tempo, necessariamente più lunga. Il mio sogno è quello di vendere EcoParthenope al prezzo di 29 euro, accessibile veramente a tutti.
Qual è l’impatto ambientale del carburante prodotto con la tua invenzione?
È molto minore rispetto a quello del normale gasolio, poiché la quantità di carbonio liberata durante la combustione era quella già presente nell’atmosfera quando si sono formati sia gli organismi animali che quelli vegetali, poi convertiti. Se un ordinario biodiesel riduce fino a quasi dell’80% le emissioni nette di biossido di carbonio (CO2), quello di EcoParthenope innalza ulteriormente quella percentuale, visto che non devono essere conteggiate le emissioni date dalla coltivazione e dal trasporto delle materie prime. Se, inoltre, dotiamo gli impianti di scarico di auto, moto e altri mezzi di appositi catalizzatori abbassiamo sensibilmente anche i livelli di ossidi di azoto.
Ci racconti come è nata la tua idea?
In realtà non c’è una vera e propria storia dietro, si tratta semplicemente diun’idea che mi circolava in testa sin dai tempi del liceo, quando non avevo mai abbastanza soldi per la miscela nel motorino. Pensavo che sarebbe stato bello produrre carburante a basso costo utilizzando comune materiale di scarto, e scoprii che qualcuno, nel mondo, già riusciva a fare qualcosa di simile. A me serviva lo step successivo. In questo modo nacque la mia passione per la scienza, così mi sono laureato e specializzato nella facoltà di Ingegneria Chimica all’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Perché hai scelto il nome EcoParthenope?
Sono molto attaccato alla Terra in cui sono nato ed orgoglioso della mia identità napoletana, di appartenere a un popolo che per secoli, dalle origini greche fino ancora ad oggi, ha prodotto primati in campo umanistico, artistico, scientifico e tecnologico. Napoli è una delle capitali mondiali della cultura, ma oggi, specialmente chi ci vive, si è dimenticato il ruolo che questa città ha sempre avuto e del quale, per fortuna, pian piano sta riacquistando consapevolezza. Il mio vuole essere un piccolo contributo alla Rivoluzione Culturale Napoletana, e un modo di darlo era quello di inserire il vecchio nome della città, quello della mitica Sirena, nella denominazione del progetto.

LA NOTIZIA È  UN PESCE D'APRILE :) CI AVEVATE CREDUTO?! 
FONTE
http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/141743-napoletano-creato-limpianto-trasforma-rifiuti-carburante-costera-29-euro/

BUFERA RENZI. IL PREMIER E' SOTTO ASSEDIO. LO VOGLIONO FUORI. ECCO COSA STA SUCCEDENDO..



Che il fattore C (fortuna) stia abbandonando Matteo Renzi? Le grane si moltiplicano per il premier, le nubi all'orizzonte si addensano tra minoranza Pd in cerca di vendetta e guai giudiziari che investono esponenti (e parenti) del suo governo, dati economici peggiori delle aspettative, incidenti diplomatici complicati da sbrogliare (il caso Regeni con l'Egitto di Al-Sisi, i marò bloccati in India), l'impegno militare in Libia chiesto dagli Usa ma problematico per l'Italia, le tensioni con Bruxelles sullo sforamento dei parametri sul deficit.

E poi una tornata elettorale, con le amministrative di maggio-giugno, che si preannuncia complicata per il Pd, col rischio serio di perdere città importanti, a partire dalla Capitale.L'inchiesta che coinvolge il ministro Guidi tira in mezzo ancora una volta Maria Elena Boschi, colonna portante del renzismo già sotto tiro per il fallimento di Banca Etruria di cui il padre (indagato per bancarotta) è stato vicepresidente. Gli obbligazionisti e azionisti di Etruria che hanno perso i soldi per effetto del decreto Salva Banche aspettano ancora i rimborsi promessi da Palazzo Chigi in tempi brevi. Il decreto ministeriale per sbloccare i fondi destinati ai risparmiatori attende ancora (dopo tre mesi) la firma del premier al momento all'estero. La promessa, mentre le associazioni delle «vittime» protestano per strada, è di ampliare il fondo fino a 280 milioni, cifra che comunque - anche nel caso si raggiunga davvero - non permetterebbe un rimborso integrale.L'altra grana subito pronta è il referendum sulle trivelle che apre una voragine nel Pd. La sinistra del partito, da Bersani al nuovo paladino anti-Renzi Michele Emiliano, governatore della Puglia, fa campagna per la vittoria del referendum («Io voto sì. Difendiamo il mare») che significherebbe una bocciatura per il governo, ma il quesito spacca gli stessi governatori del Pd scavando ulteriormente il fossato tra la minoranza e i renziani. Che si affronteranno il 4 aprile nella direzione Pd già rinviata per gli attentati a Bruxelles. La brutta aria che tira sul referendum delle trivelle pesa soprattutto in prospettiva, per un altro referendum a cui Renzi tiene molto di più, quello sulla riforma costituzionale, dopo l'estate. Dove si riproporrà la guerra intestina nel Pd. Non è un caso che al Nazareno siano arrivati rinforzi dagli Usa, con lo spin doctor della campagna presidenziale di Obama nel 2012, Jim Messina, a coordinare la comunicazione del partito per i prossimi appuntamenti elettorali.I referendum, appunto, ma anche le comunali, dove le premesse sono problematiche: a Roma c'è l'incognita sinistra più Marino, a Napoli l'ala di Bassolino che rema contro, a Milano il centrodestra cresce. Il contesto internazionale non sta dando una mano a Renzi, con la guerra dall'altro lato del Mediterraneo e gli sbarchi che nel 2016 si annunciano da record. E poi il caso Regeni, col governo che rischia di perdere le faccia. Urge ritrovare il fattore C.

FONTE

http://www.ilgiornale.it/news/politica/inchieste-sbarchi-sondaggi-flop-premier-finisce-sotto-assedi-1241204.html